Primo caso di febbre del Nilo a Reggio

Ha colpito una donna di 76 anni di Reggiolo attualmente ricoverata al Santa Maria Nuova. Le sue condizioni sono stazionarie in progressivo miglioramento

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REGGIOLO (Reggio Emilia) – Primo caso di West nile disease in provincia di Reggio Emilia quest’anno. Ha colpito una donna di 76 anni di Reggiolo attualmente ricoverata al Santa Maria Nuova. Le sue condizioni sono stazionarie  in progressivo miglioramento.

La cosiddetta febbre del Nilo è un’infezione virale trasmessa attraverso la puntura di zanzara e che ha l’uomo tra i possibili ospiti finali, assieme al cavallo. In provincia di Reggio Emilia i casi conclamati sono stati 4 nel 2016, 1 nel 2015, 2 nel 2014 e 6 nel 2013.

La West Nile Disease o malattia del Nilo Occidentale è un’infezione virale trasmessa dalle zanzare, che trova negli uccelli (corvidi) il serbatoio naturale. Può essere contratta dall’uomo e dal cavallo, se punti da una zanzara portatrice del virus. Con maggiore frequenza i vettori della malattia West Nile sono le zanzare  comuni (del genere culex), anche se non è possibile escludere che anche le zanzare tigre, che vivono prevalentemente di giorno e che sono considerate i principali vettori delle forme di malattia  Chikungunya e Dengue, possano trasmettere la malattia.

Le zanzare comuni  pungono più frequentemente nelle ore crepuscolari e serali, e si sviluppano vicino a terreni ricchi di vegetazione in prossimità di grandi raccolte di acqua. I serbatoi del virus sono gli uccelli selvatici e le zanzare, le cui punture sono il principale mezzo di trasmissione all’uomo. La maggior parte delle persone infette non mostra alcun sintomo. Circa il 20% presenta sintomi leggeri: febbre, mal di testa, nausea, vomito, linfonodi ingrossati, manifestazioni cutanee (febbre di West Nile).

Questi sintomi possono durare pochi giorni, in rari casi qualche settimana e possono variare molto a seconda dell’età della persona. I sintomi più gravi (malattia neuro invasiva di West Nile) si presentano in media in meno dell’1% delle persone infette (1 persona su 150) e comprendono febbre alta, forti cefalee, debolezza muscolare e problemi neurologici. Nei casi più gravi (circa 1 su mille) il virus può causare un’encefalite letale o esiti permanenti. La forma grave della malattia interessa principalmente le persone anziane o con ridotta efficienza del sistema immunitario.

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