Pedofilo liberato, i sindaci: “E’ inaccettabile”

Trenta primi cittadini reggiani firmano un documento contro la decisione del giudice Ghini. Concesso al 21enne pakistano ha lo status di rifugiato: non si può espellere

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REGGIO EMILIA – “Non entriamo nel merito di sentenze specifiche. Vogliamo però ribadire che l’idea che un pedofilo reo confesso abbia libertà di circolare sul territorio non è accettabile in termini di sicurezza non solo della vittima, ma degli altri bambini”. Contro la decisione del giudice Giovanni Ghini di lasciare libero, con obbligo di firma e divieto di avvicinamento al ragazzino, un pedofilo reo confesso, si chiera l’Anci reggiana presieduta dal sindaco di Rubiera, Emanuele Cavallaro. Un’adesione massiccia da parte dei primi cittadini, che sul proprio territorio sono spesso in prima linea con i servizi sociali nella tutela dei minori.

Il documento porta la firma, oltre che di Cavallaro, anche di Renzo Bergamini, Alessandro Santachiara, Antonio Manari, Paolo Colli, Andrea Costa, Giammaria Manghi, Roberto Angeli, Elena Carletti, Andrea Carletti, Mauro Bigi, Lucio Malavasi, Paola Casali, Alessio Mammi, Paolo Colli, Ilenia Malavasi, Fabrizio Allegretti, Giorgio Zanni, Luca Vecchi, Tiziano Borghi, Camilla Verona, Vincenzo Volpi, Fabrizio Corti, Luigi Fiocchi, Nico Giberti, Stefano Costi, Massimo Gazza, Maurizio Terzi, Andrea Tagliavini, Marcello Moretti, Enrico Bini, Tania Tellini e Giorgio Bedeschi.

“Non si vanifichi il corale lavoro sul territorio – affermano i sindaci -. Se è necessario si chiarisca la legge. Come possiamo chiedere la collaborazione della comunità nell’individuare e denunciare questi soggetti, se poi – nonostante diversi mesi di attività istruttoria ed investigativa – il rischio è quello di ritrovarseli davanti alla porta di casa, nonostante tutto, magari per tutto il tempo del processo? Sarebbe cosa grave da affrontare per un adulto davanti ad altri reati, le conseguenze per un bambino rischiano di essere devastanti. E non possiamo non citare l’allarme che cresce, legittimamente, in una comunità che sa di avere per strada un soggetto di questo tipo”.

Il caso, nel frattempo, è diventato anche nazionale dato il ministro della Giustizia, Andrea Orlando ha fatto sapere di voler acquisire le carte sul procedimento: passo che può preludere all’invio degli ispettori nel tribunale reggiano. Contro il giudice Ghini anche il presidente della Regione Bonaccini che afferma: “Garantismo per garantismo, quando un Giudice rimette in libertà un pedofilo reo-confesso di aver abusato di un tredicenne disabile, con la motivazione che avrebbe dimostrata straordinaria autodisciplina, c’è soltanto da rimanere sconcertati. Punto”.

Concesso al 21enne pakistano ha lo status di rifugiato: non si può espellere
Intanto si apprende dalla Gazzetta di Reggio che non si può più negare l’asilo politico al 21enne pakistano che ha abusato del ragazzino perché gli è già stato concesso. Pochi giorni fa il tribunale di Caltanissetta ha concesso infatti al giovane lo status di rifugiato per motivi umanitari e quindi non è più possibile neanche un’espulsione immediata avanzate da più parti.

La commissione territoriale competente aveva rigettato la richiesta del 21enne, ma il pakistano aveva presentato un ricorso a Caltanissetta dove risiedeva in precedenza e il tribunale della città siciliana ha accolto il ricorso concedendogli il permesso di soggiorno per motivi umanitari. Ora l’unica possibilità è che al pakistano venga revocato lo status concesso dal tribunale siciliano. Il questore, insieme al prefetto di Reggio, invierà alla commissione nazionale a Roma una lettera in cui chiederà il riesame di quando stabilito dal tribunale di Caltanissetta e la revoca del permesso di soggiorno.

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