“Nani ha espresso con l’arte un grande impegno democratico”

Tanta commozione per la scomparsa del maestro Tedeschi. Del Bue, Palazzo Magnani e Cgil ne ricordano anche la passione sociale e la grande umanità

REGGIO EMILIA – La scomparsa a 78 anni del maestro del disegno e della grafica Nani Tedeschi ha sucitato commozione ben oltre l’ambiente artistico. Nani era amato e stimato innanzitutto come persona, poi aveva collaborato con numerose istituzioni locali. Il suo stile onirico, evocativo ed arioso lo ha resto un artista ricercato, ad esempio, anche come illustratore dalla politica e dal mondo sindacale, che a lui avevano affidato l’esecuzione sia di opere di ampio respiro che manifesti e copertine di volumi. La sua reggianità (era nato nel 1939 a Cadelbosco) lo ha poi reso vicino a tematiche (il lavoro, l’utopia) e ad autori (dall’Ariosto al Correggio e ad Antonio Ligabue) delle nostre terre; un fattore che rendeva le sue opere istitivamente vicine al pubblico locale, nonostante il respiro internazionale della sua arte.

“E’ morto Nani Tedeschi, un medico di professione pittore – ha scritto su Facebook l’onorevole Mauro Del Bue -. Un socialista che si era rintanato nella sua casa di campagna, con la sua amata consorte e molti animali che adorava, da più di vent’anni. Dipingi adesso il tuo paradiso, caro Nani”.

Sono state numerose le collaborazioni con Palazzo Magnani di Nani. Così Davide Zanichelli, presidente della fondazione, a nome del Cda e del personale ha scritto: “Il maestro del disegno e dell’illustrazione, artista a tutto tondo, lascia un vuoto profondo nel panorama artistico e tanti ricordi indelebili per la città di Reggio”. Ha poi ricordato le collaborazioni, “dalle sue reintepretazioni del Correggio, alle sue illustrazioni del Don Chisciotte, ai ritratti dedicati agli artisti contemporanei, fino alla recente partecipazione alla mostra dedicata all’Ariosto del 2014”.
Zanchelli, esprimendo profondo cordoglio, aggiunge; “Lo vogliamo ricordare in uno dei numerosi momenti in cui la sua grande umanità emergeva: intento a lavorare con i bambini in un laboratorio didattico promosso da Palazzo Magnani nel 2000 “Le mani pensano” – a cura di Sandro Parmiggiani e Silvia Cavalchi – in cui realizzò un’opera a più mani proprio insieme ai giovani potenziali artisti”.

Anche la camera del Lavoro piange l’artista: “Un amico della Cgil”, così lo definiscono. “Fu tra i primi artisti che negli anni ’90  aderirono con entusiasmo al progetto del sindacato reggiano di realizzare una raccolta di opere d’arte contemporanea all’interno di Palazzo Guicciardi Guidotti, la “casa” del sindacato reggiano”. A Tedeschi si debbono molte opere: “Dai ritratti di due ‘padri’ della Cgil, Giuseppe di Vittorio e Ferdinando Santi, esposti nelle omonime sale della  Camera del Lavoro Territoriale di via Roma, ai disegni per il libro di Margherita Cervi ‘Non c’era tempo di piangere’ (ripubblicato poche settimane fa), ai contributi grafici per le iniziative sindacali in occasione del Primo Maggio e della Giornata internazionale della donna. Grandi dipinti o piccole illustrazioni che testimoniano una amicizia che vivrà a lungo nella “casa” del sindacato”. Esprimendo dolore per la sua scomparsa, i sindacalisti affermano che Nani “ha espresso nella sua intensa ‘avventura’ un grande impegno democratico”.

Parole affettuose e commosse anche dal sindaco di Reggi: “La scomparsa di Nani Tedeschi, uno degli artisti che nella nostra terra hanno trovato radici umane e creative, priva non solo la comunità reggiana, ma anche l’intero mondo culturale di una presenza che ha offerto un significativo contributo alle forme espressive contemporanee. Il disegno, la pittura e l’incisione hanno rappresentato per Nani Tedeschi una scelta di vita che ha sostituito, dopo il conseguimento della laurea in medicina, quella di medico, e che tradotta in un costante impegno”. Vecchi poi accomuna l’atmosfera surreale e sognante di tante sue opere a quella di “artisti padani quali Zavattini, Cavazzoni, Ligabue e Ghizzardi…   Nella casa di Nani a Pratofontana, immersa nella campagna e in un tempo che pareva essersi fermato, le lancette dell’orologio ora si sono davvero arrestate, ma dal fondo bianco dei suoi fogli, come un ricordo dal sogno, emergeranno per sempre le teste di falchi e tigri, i volti indimenticabili di personaggi quali Papà Cervi, Nenni, Pertini e Pasolini, insieme ai reggiani Henghel Gualdi e Luciano Ligabue”.

Il sindaco infine esprime ai familiari e agli amici di Tedeschi “il sentimento di cordoglio, l’affetto e la vicinanza mia personale e dell’Amministrazione comunale di Reggio”.