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Le nuove linee guida sui tirocini

Per i tirocini extracurriculari la durata massima è di 12 mesi. Solo in caso di soggetti disabili è possibile prorogare il tirocinio fino a 24 mesi. La durata minima non può essere inferiore a due mesi

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REGGIO EMILIA – La Conferenza Stato – Regioni dello scorso 25 maggio ha definito le nuove Linee Guida sui tirocini. Quali le novità introdotte? In primo luogo, viene ridefinita la durata dei tirocini. Per i tirocini extracurriculari la durata massima è di 12 mesi, comprensiva di proroghe e rinnovi (precedentemente prevista solo per i tirocini di inserimento e reinserimento lavorativo). Solo in caso di soggetti disabili è possibile prorogare il tirocinio fino a 24 mesi. La durata minima non può essere inferiore a due mesi, con unica eccezione del tirocinio attivato nel periodo stagionale, per cui viene ridotta a un mese.

Ulteriore novità riguarda il meccanismo di premialità che si attiva nei casi in cui l’azienda assuma a tempo indeterminato o determinato un certo numero dei tirocinanti inseriti in precedenza.  Le aziende con più di 20 dipendenti, che possono ospitare tirocinanti nella misura massima del 10% dei dipendenti a tempo indeterminato, possono attivare 1 tirocinio extra se hanno assunto almeno il 20% dei tirocinanti avviati nei 24 mesi precedenti, 2 se ne hanno assunti almeno il 50%, 3 per assunzioni di almeno il 75% e 4 se tutti i tirocinanti sono stati assunti nei 24 mesi precedenti. I limiti numerici per l’inserimento di tirocinanti sono rimasti invariati per le aziende con meno di 20 dipendenti in organico.

In particolare: 1 tirocinio attivabile per aziende che hanno fino a 5 dipendenti a tempo indeterminato, 2 tirocini per aziende tra 6 e 20 dipendenti. L’intervento riguarda solo i tirocini extracurriculari, ovvero quelli formativi e di orientamento e quelli di inserimento/reinserimento lavorativo. L’obiettivo è di qualificare lo strumento ed eliminarne gli abusi. Quindi, maggiori regole per l’utilizzo e il divieto di attivare i tirocini per sostituire i lavoratori con contratti a termine nei periodi di picco delle attività, oppure personale nei periodi di maternità, ferie, malattia o per ricoprire ruoli necessari all’organizzazione dello stesso.

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