Inchiesta sugli “Intoccabili”, sequestri per 4,3 milioni di euro

Maxi blitz della Guardia di Finanza a Casalgrande, Castellarano, Sassuolo e Nardò (Lecce). "Con il provvedimento di confisca è stata confermata la sussistenza di un profilo di pericolosità "

ZONA CERAMICHE (Reggio Emilia) – I finanzieri del comando provinciale della Guardia di Finanza di Modena hanno eseguito un provvedimento di confisca del patrimonio mobiliare e immobiliare, del valore stimato in circa 4.360.000 euro, sequestrato nel marzo del 2016 agli appartenenti di quello che è ritenuto un pericoloso sodalizio criminale operante nelle province di Modena e Reggio Emilia e, in particolare, nel distretto ceramico tra i comuni di Sassuolo, Fiorano Modenese, Casalgrande e Castellarano.

La misura, disposta dal tribunale di Modena, arriva al termine del procedimento di prevenzione instaurato dalla Procura della città emiliana dopo complesse indagini di polizia economico-finanziaria, avviate ad inizio 2015 e culminate con l’esecuzione delle ordinanze restrittive nell’ambito dell’inchiesta “The Untouchables“.

Al termine delle indagini, e’ emerso come due soggetti per i quali e’ stata riconosciuta la “pericolosita’ sociale” siano riusciti ad accumulare, direttamente o attraverso alcuni stretti familiari, un significativo patrimonio mobiliare ed immobiliare, del tutto incongruente rispetto alla propria capacita’ contributiva ed a quella dei propri congiunti. Tale sproporzione unita, secondo l’accusa, alla pericolosita’ criminale ha permesso di procedere, ai sensi delle normative antimafia, prima al sequestro e, oggi, alla confisca dell’intero patrimonio anche indirettamente riconducibile ai due soggetti.

In particolare, con il provvedimento di confisca è stata confermata la sussistenza di un profilo di pericolosità rilevante ai fini del D.Lgs. n. 159/2011, pericolosità protratta nel tempo e declinata essenzialmente secondo moduli estorsivi e, comunque, intimidatori. Confiscate 33 unità immobiliari (fabbricati e terreni) nei comuni di Casalgrande, Castellarano, Sassuolo e Nardò (Lecce) oltre ad una società, 4 auto, titoli e rapporti bancari per un valore di 4.3 milioni di euro.

Un filone dell’inchiesta aveva portato ad indagare Giuseppe Megale, capogruppo Pd in consiglio comunale a Sassuolo, e due dipendenti comunali. Tra i principali indagati Adamo Bonini e Rocco Ambrisi, accusati di episodi di usura ed estorsivi.