Il pedofilo scarcerato chiede gli arresti domiciliari

Il suo avvocato lancia un appello ad associazioni ed enti del terzo settore perché il 21enne pakistano non ha una casa

REGGIO EMILIA – Colpo di scena nella vicenda del 21enne pakistano che ha confessato di avere abusato sessualmente di un minorenne suo vicino di casa nella Bassa reggiana e che poi e’ stato scarcerato. Attraverso il suo legale Domenico Noris Bucchi, il giovane ha chiesto spontaneamente di poter essere messo agli arresti domiciliari, misura che il Gip del tribunale reggiano Giovanni Ghini aveva appunto revocato suscitando numerose proteste.

Sorge pero’ un altro problema: il pedofilo reo confesso non ha al momento un domicilio perche’ i connazionali con cui abitava si rifiutano di accoglierlo in casa. Per questo l’avvocato Noris Bucchi lancia anche un appello ad associazioni ed enti del terzo settore, eventualmente disponibili a fornire una sistemazione al suo assistito.

Questa sera intanto, davanti al tribunale reggiano, è andato in scena il presidio di protesta silenziosa della “Caramella buona”, indetta dall’associazione anti pedofili contro la decisione del giudice Ghini di lasciare il pedofilo a piede libero, imponendogli solo l’obbligo di firma dalle forze dell’ordine (Fonte Dire).