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E’ morta Ennia Rocchi, la regina del dialetto reggiano

La grande attrice si è spenta all'età di 92 anni nella casa di riposo di San Pellegrino. Il ricordo di Vecchi e di Delrio

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REGGIO EMILIA – Si è spenta questa mattina, nella casa di riposo di San Pellegrino, all’età di 92 anni, Ennia Rocchi, la più grande attrice dialettale reggiana e non solo. La Rocchi recitò con Romolo Valli e Daniele Piombi e fu la maestra di Edmonda Aldini. Attrice comica dai tempi formidabili che decise di dedicare la sua vita al dialetto.

Un altro grande attore dialettale reggiano, Antonio Guidetti, la ricorda così: “L’avevo vista, poco prima delle feste di Natale, alla casa di San Pellegrino. Era già molto stanca e aveva fatto fatica a riconoscermi. Ma l’ultimo ricordo che ho di lei è quello di una decina di anni fa. Ci chiamarono per fare uno spettacolo a Casalgrande dove erano ospiti tutti i comici dialettali reggiani. Sono andato a prenderla in auto. E’ montata sulla macchina che sembrava fosse moribonda. Mi disse: “Antonio, non me la sento”. E io: “Dai, vieni, fai solo dieci minuti”. Beh, quando è salita sul palco, non smontava più giù. Era una grandissima attrice”.

Ennia Rocchi lascia il fratello Angelo, oltre ai nipoti Orietta e Andrea e il cognato Silvio.

Il ricordo del sindaco: “Grazie Ennia, non ti dimenticheremo”
Il sindaco di Reggio, Luca Vecchi, la ricorda così: “E’ una di quelle persone che sembrano esistere da sempre e che sono destinate a vivere per sempre, tanto sono connaturate, incastonate nell’anima della città. Per questo la sua scomparsa ci addolora ancor di più e suscita il cordoglio mio e dell’amministrazione comunale”.

Continua il primo cittadino: “Con il suo teatro, recitato nel più autentico, verace dialetto reggiano e messo in scena – oltre che attrice, Ennia era regista e, a volte, adattatrice dei testi – insieme con la sua storica Compagnia di San Pellegrino, essa ha raccolto ed espresso il meglio della tradizione filodrammatica e professionale reggiana e nello stesso tempo ha impresso un tratto distintivo inconfondibile alla nostra cultura teatrale, attingendo da autori quali Virginia Guicciardi Fiastri e Ugo Ragni. Da ‘Piasa Céca’ a ‘La Furlana’ una lunga trama di spasso, sagacia, amabile schiettezza, intelligente disincanto, saggezza, ironia. E tanta bravura sua e degli attori della sua Compagnia”.

Ennia Rocchi era cresciuta a San Pellegrino e lì, nel teatro parrocchiale, adolescente aveva iniziato a recitare e a percorrere la strada di tutta la sua vita. Ha avuto molti meriti artistici e sociali, fra questi l’impegno nella cultura teatrale aperta alla comunità: il ‘sistema’ filodrammatico, così vivace a Reggio Emilia (lei stessa in una ricerca degli anni Settanta censì e analizzò 75 compagnie teatrali nel Reggiano fra il 1945 e gli anni Sessanta). Un ‘sistema’ coesivo e aperto che permise alla stessa Ennia di recitare nel dopoguerra con Romolo Valli e Daniele Piombi, e che le diede la possibilità di scoprire e avviare al teatro un’interprete quale Edmonda Aldini.

Recitò classici contemporanei e del passato, poi si dedicò anima, mente e corpo al teatro dialettale.

Conclude Vecchi: “Sempre con lo stesso gusto di fare teatro, con lo stesso amore per la veneranda lingua di piazza Piccola (San Prospero), piazza Grande (oggi Prampolini), porta Santa Croce e Castello. Una lucida passione che ha consentito – altro merito di Ennia – di tenere aperti luoghi di spettacolo così preziosi per la cultura e la vita di tutti. Grazie Ennia, non ti dimenticheremo”.

Il ministro Delrio: “Protagonista della cultura reggiana”
Il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Graziano Delrio, la ricorda così: “Ennia Rocchi è stata una protagonista della cultura reggiana e della vita cittadina. Attrice di rango, fondatrice della compagnia filodrammatica di San Pellegrino, ha premesso una riscoperta del nostro dialetto e l’avvicinamento al teatro da parte di decine di attori dilettanti e migliaia di spettatori. Un’attività sempre svolta dalla Compagnia per beneficienza verso situazioni di povertà, per una scelta convinta dei fondatori e sostenuta dalla fede profonda di Ennia. Ma il beneficio maggiore è forse stato quello a favore del suo pubblico, che durante quelle ore di serenità poteva mettere da parte, a forza di risate, le proprie preoccupazioni e ritrovare la genuinità dell’animo reggiano, la sua schiettezza, l’ironia, il suo grande cuore. Tanta era l’esuberanza dell’attrice di talento, nell’interpretare le popolane reggiane, quanta la modestia e la riservatezza nel privato, persona colta e appassionata lettrice, dedita alla famiglia e particolarmente affezionata ai nipoti. All’addio di oggi, e alle sincere condoglianze alla famiglia, si accompagna un grande “grazie”. Grazie Ennia, per aver fatto dono della tua Arte, senza risparmiarti, al pubblico reggiano”.

 

 

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