Costa su Crepet: “Reggio Children, non esiste la lesa maestà”

Il segretario Pd: "Ha detto quella frase per fare un titolo. Banale dire che non si innova si resta indietro"

REGGIO EMILIA – “Fa sorridere questo mondo in cui se chiami a parlare solo chi la pensa come te sei pavido, chiuso, autoreferenziale; se chiami chi la pensa diversamente sei un incosciente, irresponsabile e ti chiedono addirittura di verificare qual è il tuo orizzonte. Se non ti apri ti criticano, se ti apri ti criticano uguale”. Il segretario del Pd, Andrea Costa, interviene sulla polemica suscitata dalle frasi di Crepet che, in un dibattito a Festareggio, ha definito Reggio Children come un’istituzione che ha fatto il suo tempo e che vive ormai solo “di copyright”.

Continua Costa: “Credo che questo sia figlio della povertà di idee e di contenuti che caratterizza molti dei protagonisti della politica, della cultura e più in generale dell’attualità. Essere genitori al tempo del web è un tema di straordinaria rilevanza, ha fatto bene la nostra deputata Vanna Iori a proporlo a FestaReggio. Ha scelto di affrontarlo insieme ad uno studioso di chiara notorietà che ha accettato il suo invito, e dal palco Vanna ha esposto le sue idee e raccontato il suo lavoro. Crepet ha detto alcune cose giuste, alcune interessanti, altre persino banali. Perché è banale dire che se non ci si innova si resta indietro: vale ovunque e per chiunque. E ha tirato fuori la frase per avere un titolo, come andare a Maranello e dire che insomma la Ferrari è un’auto mediocre: il giorno dopo tutti scandalizzati e tu sei sicuramente più famoso di prima a Maranello”.

Argomenta il segretario Pd: “Di certo a chi viene a FestaReggio non diamo un copione da recitare e non poniamo censure. Perché non abbiamo paura delle opinioni degli altri, forti delle nostre. Perché lo abbiamo detto a più riprese: FestaReggio deve servire anche a questo, ad essere luogo di elaborazione politica e di pensiero. Dove ognuno è portatore del proprio pensiero e il Pd si mette in posizione di confronto. Ma davvero qualcuno pensa che Reggio Children, o più in generale il sistema educativo reggiano, possano essere messi in discussione da una frase di Crepet? Qualcuno può negare il sostegno che le istituzioni e la politica reggiana danno a questa straordinaria esperienza? Credo di no. Così come per me non esiste il reato di ‘lesa maestà’ di fronte alle critiche perché a queste si risponde con più pensiero, più proposte, più fatti, affermando la propria superiorità culturale”.

Conclude Costa: “E a Reggio su molti argomenti possiamo affermarla con grande autorevolezza. Anche sul tema della cultura digitale qui siamo più avanti rispetto alle sue banalizzazioni. Reggio Children non è un libro chiuso con il copyright. E’ un libro aperto scritto ogni giorno dai professionisti, dai genitori, ma soprattutto dai bambini. Ed è il mondo a dire che si tratta del modello migliore, non è una autocertificazione”.