Spaccio nel quartiere di Via Turri, arrestato richiedente asilo

Arrestato un nigeriano che in via Sani stava vendendo cocaina e marijuana. Altra droga era nascosta nel suo appartamento

REGGIO EMILIA – Si è concluso con l’arresto di un 23enne nigeriano domiciliato in via Turri a Reggio, l’attività di contrasto allo spaccio di stupefacenti, ed ai reati in genere, posta in essere in quel quartiere dai Carabinieri reggiani. Un importante intervento, in una zona dove negli ultimi dieci giorni sono sono verificate ben due risse tra immigrati, e i cui residenti onesti sono esasperati dalla microcriminalità e dal degrado.

L’arrestato ha la residenza ufficiale a Napoli, dove ha anche presentato domanda di asilo politico.

Attorno alle 13.30 di ieri, i Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile di Reggio impegnati in un controllo nel quartiere reggiano della stazione ferroviaria storica, in via Sani hanno proceduto al controllo di un nigeriano attorno al quale avevano notato strani movimenti di persone che lasciavano pensare ad un’attività di spaccio in corso. Una volta fermato, il nigeriano è stato trovato in possesso di diverse dosi di stupefacente, complessivamente una quarantina di grammi tra cocaina e marjuana, già confezionato e pronto per essere venduto.

Individuato poi l’appartamento del nigeriano, sito proprio nella vicina via Turri, il controllo è stato esteso anche alla sua abitazione. Qui, durnate della perquisizione, i carabinieri hanno rinvenuto altri 30 grammi di droga -, sempre cocaina e marjuana -, anche questa pronta per essere spacciata, oltre a circa 150 euro in contanti ritenuti provento dell’attività illecita.

Data la flagranza del reato, l’uomo è stato accompagnato in caserma. Dopo aver proceduto al sequestro della droga e  una volta ultimate le formalità di rito, il nigeriano è stato dichiarato in arresto con l’accusa di detenzione di stupefacente ai fini di spaccio e posto a disposizione dell’Autorità Giudiziaria reggiana in attesa del processo per direttissima. Gli accertamenti degli uomini dell’Arma procedono: si sta ricostruendo la rete di relazioni del nigeriano per identificare i complici e acquirenti.