Punti nascita chiusi, traslocati i parti di Montecchio, Scandiano e Castelnovo foto

Ausl e Santa Maria comunicano che per carenza di personale e motivi logistici ogni reparto rimarrà chiuso un mese. Le pazienti saranno "trasferite" alle Ostetricie attive

REGGIO EMILIA – Punti nascita, è stata decisa la “chiusura temporanea in sequenza per un mese” dei reparti degli ospedali di Montecchio, Scandiano e Castelnovo Monti. Lo hanno comunicato direzioni delle aziende Usl e Santa Maria Nuova. Immediata la levata di scudi dei comitati in difesa dell’Ostetricia del Sant’Anna di Castelnovo, che fanno sapere: “Lo avevamo previsto, adesso lo fanno”.

Le direzioni delle due aziende sanitarie spiegano che “ricevuto in data 21.6.2017 un documento da parte del Dipartimento e del Programma  Materno Infantili interaziendali, sottoscritto all’unanimità da tutti i professionisti direttori e responsabili delle Unità Operative afferenti, che evidenziava una situazione di criticità venutasi a creare per il periodo estivo nella rete perinatale” della provincia di Reggio  sia al Santa Maria (hub) sia nei reparti provinciali (spoke). Nel comunincato diffuso nel pomeriggio di lunedì 3 si legge poinche “una serie di eventi imprevisti ha di fatto reso più critica una situazione già difficile per i noti  problemi strutturali che sono da tempo all’attenzione delle aziende sanitarie e della Regione”. Nello stesso documento i professionisti hanno presentato una proposta con diverse opzioni per affrontare la criticità contingente.

La direzione dell’Ausl  ha perciò deciso “dopo un confronto con la Regione”. La sequenza prevede le seguenti chiusure: Montecchio dal 16 luglio al 15 agosto 2017 compreso; Scandiano dal 16 agosto al 15 settembre 2017 compreso; Castelnovo Monti dal 16 settembre al 15 ottobre 2017.

Si è deciso di procedere inizialmente con l’ Ospedale di Montecchio, per alcune ragioni: “la carenza di organico di medici ginecologi, aggravata dall’assenza del Direttore, purtroppo recentemente deceduto, del vice Direttore e di un medico esperto in uro-ginecologia in lunga assenza per problemi famigliari e di un altro medico in lunga assenza per gravidanza”. Viene evidenziata poi la carenza di pediatri: “Attualmente sono rimasti solo in due nonostante i ripetuti e infruttuosi tentativi di reclutamento attraverso i numerosi bandi concorsuali” e “una maggiore recettività in entrata da parte dell’Arcispedale Santa Maria Nuova per riduzione in estate dell’attività ginecologica programmata”. A ciò si aggiunge “il piano di trasferimenti in ambito logistico per l’apertura della nuova ala dell’Ospedale di Montecchio che consentirà, oltre ad una maggiore flessibilità nel trasferimento delle unità operative nella nuova sede, di effettuare parziali lavori di riqualificazione alberghiera durante il periodo di chiusura del punto nascita”.

Il personale ostetrico dell’Ospedale di Montecchio “proporrà alle donne in gravidanza del distretto, nel rispetto della  libertà di scelta dell’ospedale in cui partorire, un percorso di accompagnamento”. Saranno proposte che alternative Guastalla e Reggio Emilia. “Alle donne interessate sarà proposta una visita al reparto dell’ospedale scelto, con accompagnamento da parte di personale ostetrico”. Una volta scelto l’ospedale, la donna verrà presa in carico e tutta la documentazione sanitaria relativa alla gravidanza sarà consegnata all’ospedale dove avverrà il parto. A Montecchio, come negli altri ospedali durante il periodo di chiusura del punto nascita, p”roseguirà comunque l’attività ambulatoriale e consultoriale di monitoraggio delle gravidanze, degli ambulatori delle gravidanze a termine, ambulatori ecografici, visite”.

L’Ausl aggiunge poi “per evitare inutili e ingiustificati allarmismi” che il Franchini  è “ampiamente al di sopra dello standard dei 500 parti/anno, presenta un trend stabile di nascite rispetto al 2016 e non è mai stato inserito nell’elenco degli ospedali soggetti a piani di riorganizzazione regionale, trattandosi di una struttura che fa riferimento ad un bacino di utenza interprovinciale rappresentato dalla Val d’Enza, nonché punto di riferimento per l’attività di uro-ginecologia della provincia di Reggio  con attrattività anche per altre province e regioni”.

Con le stesse modalità, alle donne in gravidanza di Scandiano verranno proposti gli Ospedali di Sassuolo e Reggio Emilia e alle donne di Castelnovo Monti quello di Reggio Emilia.

Il personale medico, ostetrico, infermieristico e di supporto dei punti nascita, durante il periodo di chiusura, manterrà alcune funzioni di monitoraggio e di accoglienza nel presidio temporaneamente chiuso e andrà a rinforzare almeno in parte gli organici degli altri punti nascita.