Provincia, Manghi: “Viviamo alla giornata, rivedere riforma Delrio”

Servono 100 milioni di euro per la gestione ottimale delle attività di competenza dell'ente. Nel 2017 Palazzo Allende puo' metterne in campo poco piu' di un decimo, 16,2 milioni

REGGIO EMILIA – La gestione ottimale dei 960 chilometri di strade, dei 36 ponti e delle 21 scuole superiori su cui ha competenza, comporterebbe da parte della Provincia di Reggio Emilia un investimento di circa 100 milioni. Nel 2017, Palazzo Allende puo’ metterne in campo poco piu’ di un decimo, 16,2 milioni. E’ uno dei dati evidenziati questa mattina dal presidente Giammaria Manghi, nel presentare il bilancio di previsione per l’anno in corso, approvato poche ore prima dall’assemblea dei sindaci all’unanimita’.

Un traguardo, quello della quadratura dei conti, “non scontato” e ad esempio mancato da 26 Province italiane che hanno dichiarato lo stato di predissesto non essendo riuscite a chiudere i bilanci. Obiettivo raggiunto invece da quella di Reggio Emilia, anche se avvalendosi di una serie di misure straordinarie. Anche per questo secondo Manghi, che e’ membro dell’associazione delle Province (Upi), occorre “rivedere la riforma Delrio quantomeno nella sua parte finanziaria che oggi non c’e’.

Gli amministratori devono avere le risorse per svolgere i compiti previsti dai loro incarichi, invece ora si vive di provvedimenti provvisori che impediscono una programmazione di lungo respiro”. Un problema, quello della carenza di risorse, che lo stesso Manghi ha segnalato a meta’ marzo con un esposto cautelativo in Procura.
Nello specifico per la Sose, la societa’ del ministero dell’Economia che stabilisce i fabbisogni standard degli enti locali, alla Provincia di Reggio Emilia mancano oggi 6,6 milioni per poter esercitare le funzioni rimaste all’ente dopo la riforma del 2014.

Sia pure in un contesto in cui i trasferimenti statali calano ogni anno pero’ e’ stato predisposto un bilancio di previsione in pareggio, per 115,2 milioni. Il documento viene chiuso grazie a tre misure straordinarie: il fatto che per il terzo anno e’ annuale e non triennale, la rinegoziazione dei mutui in essere con la Cassa Depositi e prestiti che sposta in avanti il pagamento di nove milioni e l’utilizzo di una quota mininima e non vincolata (1,7 milioni) dell’avanzo di amministrazione del 2016. In piu’ si usano tre milioni ricevuti come contributo per i danni del sisma del 2012. In evidenza nel bilancio le spese correnti, pari a 64,8 milioni, di cui quasi otto per il personale, in cui sono compresi anche i dipendenti della polizia provinciale e dei centri per l’impiego, i cui costi sono rimborsati dalla Regione.

Sul fronte degli investimenti, invece, 5,9 milioni vanno alle strade (principalmente per la manutenzione stradale e la sicurezza) e cinque milioni all’edilizia scolastica. Gli interventi principali in quest’ambito riguardano la realizzazione del cosiddetto “polo scolastico della terra” in via fratelli Rosselli (il primo lotto per 3,8 milioni) e 1,2 milioni di lavori per manutenzione e consolidamento. Infine 4,4 milioni sono destinati alle nuove infrastrutture tra cui spicca la variante di Ponterosso, ripartita dopo il crac di Unieco a cui era appaltata.

La Provincia ha infine venduto due immobili: il magazzino ex Car a San Maurizio e la caserma dei Carabinieri di corso Cairoli, incassando 4,5 milioni.