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MO, giornata storica: liberata Mosul, la tregua siriana regge foto

A mezzogiorno è scatta la tregua nel sud-ovest della Siria. Nelle stesse ore le truppe irachene sono entrate in Mosul, riconquistata all'Isis

MEDIO ORIENTE – Giornata storica, quella di oggi, per gli equilibri del Medio Oriente. A mezzogiorno (ora di Damasco) è scatta la tregua nel sud-ovest della Siria. Nelle stesse ore le truppe irachene sono entrate in Mosul, la cui riconquista segna un punto di non ritorno nella guerra contro il Califfato.

Il cessate-il-fuoco in Siria era stato concordato tra i maggiori “sponsor” delle parti in causa, Usa (per gli insorti) e Russia (con il governo di Bashar al-Asad), in un incontro bilaterale tra i presidente Trump e Putin a margine del G20 di Amburgo. La tregua ha retto e, nel silenzio irreale, è stato possibile iniziare a valutare i danni di anni di guerra civile tra esercito regolare e milizie ribelli. Anche i giornalisti hanno iniziato a documentare le devastazioni.

Intanto, il primo ministro iracheno, Haidar al-Abadi, annunciava la vittoria contro le truppe dell’Isis nella loro roccaforte in Iraq. Abadi stesso è arrivato nella città simbilo nella lotta al Califfato: diverse foto diffuse dal suo governo lo mostrano mentre, vestito da militare, scende da un elicottero. Il primo ministro ha anche twittato di essere giunto a Mosul “per annunciare la sua liberazione e congratularsi con le forze armate e il popolo iracheno per la vittoria”.

L’antichissima città è completamente distrutta, in particolare in centro. Civili spaventati come fantasmi scemano dalle zone di macerie per allontanarsi dalla città. I soldati rifocillano i bambini, ma ai posti di blocco fanno spogliare ragazzi e uomini adulti per verificare che non nascondano armi o cinture esplosive. Vengono rimossi i cadaveri, che sono dappertutto nelle strade e tra le macerie. Sono in corso rastrellamenti per scovare gli ultimi jihadisti nascosti: ormai tutta la città a ovest del Tigri è stata ripresa. La “Iraqiya News” scrive che “le forze del servizio anti-terrorismo hanno innalzato la bandiera irachena sulla riva del fiume Tigri nella città vecchia”. In particolare è stata presa la grande moschea di Al Nuri, di alto valore simbolico.

La controffensiva per la riconquista di Mosul – guidata da truppe d’elite addestrate dagli Stati Uniti – era iniziata 9 mesi fa. La città era in mano dell’Isis dal giugno 2014 e qui, proprio nella moschea di Al Nuri, Abu Bakr al Baghdadi si era autoproclamato califfo dello Stato Islamico.