Maxi rissa in zona stazione, passanti atterriti

Immigrati africani si affrontano con bottiglie e coltelli: un ferito. M5s, Lega Nord e comitato "Reggio Est sicura" puntano il dito sul degrado del quartiere

REGGIO EMILIA – Urla, botte e sangue. Maxi rissa in zona stazione a Reggio, all’incrocio tra la famigerata via Turri e via Vecchi. Bottiglie e coltelli sono le armi brandite da un gruppo di africani che si sono affrontati in mezzo alla strada, provocando un fuggi fuggi tra i passanti.  E’ avvenuto lunedì sera attorno alle 20,30. I violenti sono scappati all’arrivo delle forze dell’ordine: solo uno è stato trovato sul “ring”, ferito ad una gamba.

“Ennesima rissa in zona stazione ed ennesima prova che il modello d’integrazione tanto sventolato dal Sindaco è un fallimento”, commenta Matteo Melato, responsabile “Sicurezza e Immigrazione” della Lega Nord reggiana, che riferendosi alla zona della stazione ferroviaria aggiunge : “L’accostamento con il Bronx è fuori luogo in quanto quella zona americana ha avuto la capacità nel corso degli anni di riqualificarsi grazie ad amministratori capaci. Qua a Reggio Emilia invece gli amministratoti locali ancora negano che vi sia un problema sicurezza e di integrazione pertanto la risoluzione del problema appare quanto mai lontana”. Per il Carroccio è “necessario valutare innanzitutto se queste risse sono dovute a screzi improvvisi o siano dovuti ad una spartizione del territorio per spaccio, prostituzione, ecc. Compito dell’amministrazione è intervenire al più presto con ordinanze drastiche, presidi fissi di agenti con una strumentazione e preparazione adeguata che possano intervenire in breve tempo ed occorre interrompere subito il flusso di migranti verso quelle zone”. Melato poi aggiunge che la zona stazione è “in preda ad una dilagante situazione di prostituzione e spaccio che la rende meta di diversi malintenzionati. Le politiche, delle amministrazioni di sinistra, che hanno voluto creare zone ghetto in città è stata fallimentare e ora i cittadini reggiani ne pagano le conseguenze”.

Il Comitato Reggio Est Sicura – tra i promotori della fiaccolata anti migranti di qualche settimana fa -, ha fatto un appello a prefetto, questore e sindaco di Reggio a considerare la situazione della sicurezza nella zona della stazione “una vera e propria emergenza” e a porre in essere, “in tempi brevissimi, tutto quanto in loro potere, anche con modalità speciali, perché venga ripristinata una situazione di normale vivibilità”. Negli ultimi due mesi, fanno notare i cittadini, “sono stati ben cinque gli episodi di violenza sulla persona noti, avvenuti nella stessa area che comprende Stazione ferroviaria, Via Turri, Via Sani e Piazza Secchi. E’ chiaro che la situazione è sfuggita ormai ad ogni controllo e la sicurezza dei cittadini residenti non è più garantita”.

Alessandra Guatteri, del Gruppo Consiliare Movimento 5 Stelle, la rissa “ultima di una serie di aggressioni avvenute nelle ultime settimane, dimostra una cosa e cioè il fatto che il PD ha perso completamente il controllo della città e dei quartieri. Se bande di nigeriani fanno a coltellate con bande di magrebini, se africani aggrediscono cinesi, se una donna viene aggredita con un coltello alle 5 di pomeriggio, se una prostituta viene massacrata di botte, vuole dire che la situazione ha superato il punto di non ritorno, che nessuno in Comune si accorge che i residenti non sono in sicurezza, che ci sono tensioni esplosive che possono portare gravissimi rischi per tutti. Cosa fa il Sindaco? Aspetta che ci scappi il morto? L’amministrazione PD non ha il polso di quello che sta capitando nei quartieri, mancano le antenne per prevenire i problemi e per aiutare le forze dell’ordine. Una rissa è un punto di arrivo di tensioni che covano da tempo e di cui nessuno in Comune (tranne i cittadini reggiani che continuano a fare segnalazioni inascoltati) si è accorto”.
Il M5S aggiunge che “dietro alle frasi fatte di coloro che hanno dato dei razzisti ai cittadini che hanno sfilato il 12 giugno per chiedere informazioni e regole chiare, frasi che abbiamo sentito anche qualche lunedì fa in Consiglio Comunale, si nasconde l’incapacità di presidiare i quartieri che sono stati resi difficili da politiche scellerate. Il punto di ascolto preannunciato dalla Maramotti in viale IV Novembre è sempre chiuso, in un quartiere che presenta tali complessità non c’è una presenza di vigili di quartiere. Occorre che il Sindaco e la Giunta si diano da fare per mettere a punto un piano di sicurezza per tutta la zona. Ci vuole una presidio costante che riporti ordine”. Guatteri infine chiede di sapere quale assessorato si debba “occupare della faccenda visto che le competenze relative sono suddivise tra gli Assessori Foracchia, Maramotti e Sassi”.