La Dimora D’Abramo: “Utili derivano da buona gestione”

Il presidente Codeluppi in commissione: "Nessuno si intasca soldi. Abbiamo la proprietà solo di due appartamenti a Reggio oltre la nostra sede"

REGGIO EMILIA – Scatto di orgoglio della cooperativa “Dimora di Abramo”, principale attore dell’accoglienza dei migranti in provincia di Reggio Emilia. L’occasione, per il presidente Luigi Codeluppi e il direttore Marco Aicardi, è arrivata ieri sera in municipio, dove e’ stata convocata la famosa riunione della commissione Welfare, richiesta da un quinto dei consiglieri comunali il 2 maggio scorso e slittata ad oggi nonostante dovesse svolgersi entro 20 giorni.

Nella sala gremita di cittadini, tra cui diversi esponenti di comitati e aderenti alla fiaccolata antimigranti di qualche settimana fa, Codeluppi respinge al mittente tutte le accuse con cui, negli ultimi mesi, “ci hanno massacrato”. Lo fa rispondendo ad una serie di quesiti che la presidente della commissione, Emilia Davoli del Pd, legge per conto del collega Dario De Lucia, assente giustificato per motivi di lavoro.

Il presidente comincia quindi dal tema dei 900.000 euro di utile registrato dalla Dimora nel 2015 e spiega: “Derivano da una buona gestione su cui noi insistiamo perche’ sono soldi pubblici e serviranno a dare continuita’ e a migliorare il servizio di accoglienza che stiamo prestando”. Nel dettaglio, prosegue Codeluppi, “noi contrattiamo su ogni singolo acquisto e se ad esempio ci propongono un alloggio con un canone al di sopra del prezzo di mercato, non lo prendiamo in affitto perche’ la nostra missione di coop sociale non e’ quella di fare speculazione”.

E ancora: “Non eroghiamo soldi ai migranti per tenerli buoni, ma in modo progettuale coinvolgendoli in attivita’. Non penso sia una colpa, semmai un merito”. Per il presidente inoltre, “se c’e’ un utile vuol dire che nessuno se l’e’ intascato, non ci siamo aumentati gli stipendi e quei soldi ci hanno permesso quest’anno di garantire a 1.500 persone una sistemazione dignitosa, il cibo, e l’aiuto di operatori e professionisti psicologi per accompagnarli nel percorso di integrazione”.

Tra l’altro, osserva Codeluppi, “nei primi bandi della Prefettura siamo stati chiamati direttamente ed eravamo gli unici ad avere i requisiti tecnici ed economici per partecipare. Non puo’ farlo chiunque”. Sulle presunte operazioni immobiliari della coop, la smentita e’ secca: “Quasi tutti i nostri immobili sono in affitto. Quelli di proprieta’, acquistati alla meta’ degli anni 90, sono due appartamenti a Reggio e la nostra sede, a parte un alloggio acquistato di recente a Scandiano”.

Falso anche che la cooperativa abbia ricapitalizzato per 51.000 euro nel 2015: “Erano 21.500 legati al progetto di un ambulatorio sanitario del 2012, che oggi serve anche cittadini non migranti”. Infine sugli episodi di spaccio di droga e prostituzione che si sono registrati tra i rifugiati ospitati, Codeluppi ribatte: “I nostri operatori visitano gli appartamenti ogni giorno. Qualcosa puo’ sfuggire, ma non per molto. Poi la percentuale e’ davvero bassa e le responsabilita’ sono personali”.

Nel frattempo, sull’effettiva risposta della Dimora di Abramo all’avviso pubblico emesso dalla Prefettura per la ricerca di nuovi posti di accoglienza, si consuma un piccolo giallo. Secondo alcuni la coop sarebbe gia’ in campo, ma l’offerta rimane top secret nei dettagli. Altre fonti riferiscono che sta ancora valutando perche’ il termine di presentazione delle offerte, scaduto ieri, sarebbe in realta’ “elastico” e prorogato per trovare altre sistemazioni ai richiedenti asilo in arrivo.