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Il nipote tossico le ruba i gioielli, lo fa arrestare

Il giovane uomo voleva dei soldi per comprare la droga. La zia gli dice no, lui va a rubarle in casa e glielo comunica per telefono

REGGIO EMILIA – Fa arrestare il nipote tossicodipendente e ladro, che le aveva appena portato via i gioielli. Toccherà ora alla magistratura decidere che tipo di pena comminare al trentenne che la squadra volanti della Questura ha tratto in arresto sabato a Reggio.

La vicenda ha avuto inizio qualdo il trentenne ha chiesto alla zia del denaro per poter acquistare la droga di cui è dipendente. La donna ovviamente si è rifiutata di foraggiare il pericoloso vizio del giovane uomo. Non passa molto tempo che la donna, in quel momento fuori casa, riceve una telefonata del nipote che le comunica di essere entrato in casa sua in via Belgio e di averle rubato dei gioielli.
La zia non perde tempo, e chiama la Polizia. Una volante arriva rapidamente in via Belgio e lì scopre il giovane che si sta allontanando rapidamente, in bicicletta, dalla casa della parente. Viene fermato e trovato in possesso dei preziosi, e portato in questura per le formalità di rito.

Questo per quel che riguarda la cronaca nera. Attiene alla psicologia il capire cosa abbia spinto il tossico a telefonare alla zia per dirle che stava rubandole in casa. Rimorso? Un modo per chiedere scusa per ciò che stava facendo? La voglia di vendicarsi del “no” che la donna gli aveva detto? Ragionamenti sballati di una mente sconvolta dal bisogno di “farsi”? Di certo la autodenuncia e l’arresto potrebbero dare all’uomo la possibilità per intraprendere un percorso di autocritica e recupero.