Gli Usa al centro della Summer school di Boorea

Selezionati con un bando Cispea, 29 laureati e dottorandi e sei ex alumni risiederanno nel seminario di Marola e studieranno il ruolo degli Usa nell'ultimo secolo

REGGIO EMILIA – Ritorna a partire da domenica 9, fino a mercoledi 12 luglio, la Summer School sugli Stati Uniti d’America, prestigioso corso estivo di approfondimenti sulla storia e la cultura americana promosso dal Cispea, (il Centro creato dalle Università di Bologna, Firenze, Trieste, Piemonte Orientale e Roma Tre) e da Boorea SC in collaborazione con Istituto Banfi di Reggio.

Quest’anno per la prima volta i lavori della Summer School, giunta alla tredicesima edizione, saranno ospitati dal Seminario dell’Abbazia Matildica di Marola. Alla Summer School partecipano 29 laureati e dottorandi e sei ex alumni,  selezionati attraverso un bando e provenienti da 12 università italiane ed estere.

“Siamo particolarmente lieti di sostenere questo importante corso – dice il presidente Boorea Luca Bosi – perchè pensiamo che studiare un Paese “eccezionale” come gli Stati Uniti possa aiutare le imprese cooperative a interpretare meglio le dinamiche complesse che dominano la scena internazionale, e in particolare i rapporti economici, politici e culturali tra i Paesi e tra le aree di influenza geopolitica. Mettiamo – conclude Bosi – questo importante evento a disposizione di tutti i cittadini che siano interessati ad approfondire questi temi”.

“1917-2017 Stati Uniti e Russia due modernità a confronto” è il titolo che guiderà questo interessante percorso tra attualità e storia e sarà introdotto in occasione del primo intervento in programma curato dal direttore della scuola Tiziano Bonazzi (Università di Bologna), fondatore del Cispea.

La XIII Summer School CISPEA muove dall’ipotesi di un secolo che, iniziato nel 1917 con l’ingresso degli Stati Uniti nella Prima guerra mondiale e con lo scoppio della Rivoluzione bolscevica, termina nel 2017 con l’avvento di Donald Trump e con l’emergere di nuove e ambigue relazioni con la Russia di Vladimir Putin. E’ il secolo in cui si sono scontrate due ipotesi di modernità, quella liberal-democratica capitalista e quella socialista marxista. La vittoria degli Stati Uniti nel 1989 non ha garantito quella della liberaldemocrazia capitalista perché durante la Guerra fredda le condizioni storiche sono del tutto mutate. Globalizzazione, postmodernità, l’affermarsi di paesi e culture estranee al bipolarismo politico e ideologico della seconda metà del Novecento hanno portato non solo al ritorno di un autoritarismo tradizionalista e nazionalista in una Russia traumatizzata dalla sconfitta; ma, negli Usa avanguardia della nuova politica dei diritti e delle identità, alla crisi della rappresentanza e alla fine delle mediazioni sociali e politiche con la conseguenza di un allontanamento del paese dalla tradizione sia liberal che conservatrice del Novecento. Da questa prospettiva si può pensare al 2017 come alla fine del ciclo storico novecentesco che la Scuola intende esaminare.