Creatività digitale, alle ragazze del Bus il premio Hajar foto

Cinquanta ragazze delle scuole superiori hanno partecipato al IV summer camp universitario. Il premio è promosso dall'associazione internazionale Ewmd

Più informazioni su

REGGIO EMILIA – Quest’anno il premio Hajar promosso dall’associazione internazionale “Ewmd” è andato a una scuola reggiana. Merito delle studentesse del Bus, che hanno partecipato con profitto al progetto “Ragazze digitali”, il summer camp di creatività digitale organizzato dall’università di Modena e Reggio e rivolto alle ragazze del terzo e del quarto anno di tutte le scuole superiori.

La diciottenne marocchina Hajar Louahbi aveva partecipato al summer camp due anni fa. Si distinse per motivazione, impegno negli studi e capacità di collaborazione con le compagne. Pochi giorni dopo la conclusione del corso perse la vita tragicamente, annegata nel Secchia. La volontà di non dimenticare questa giovane ha spinto la delegazione reggiana e modenese di Ewmd a indire il concorso.

Alla quarta edizione del Camp – svoltasi dal 12 giugno al 7 luglio nel Dipartimento di Ingegneria Enzo Ferrari, a Modena -, hanno partecipato cinquanta ragazze selezionate. Le richieste sono state così numerose che gli organizzatori sono stati costretti a chiudere le iscrizioni prima del previsto. Tra gli enti promotori del laboratorio (gratuito e patrocinato dal Ministero dell’Istruzione, dalla Regione e dal Comune di Reggio) ci sono l’UniMore , il Comune di Modena e Fondazione di Vignola, oltre Ewdm.

Nella giornata conclusiva del summer camp di informatica al femminile, in concomitanza alla consegna degli attestati di frequenza alle ragazze e alla presentazione di tutti i lavori, la presidente di Ewdm Nadia Caraffi ha proclamato la scuola vincitrice: il premio, che si sostanzia in un assegno di 500 euro destinato all’istituto, è andato alle studentesse del Bus, guidate dalla professoressa di chimica al liceo delle scienze applicate Paola Semeghini. Alla docente e a Chaibia, madre di Hajar, è andata una targa su decisione dell delegazione reggiana e modenese di Ewdm (Silvia Bedodi, Paola Ligabue, Barbara Vecchi, Claudia Canali).

Dalla programmazione di un videogioco, compresi audio e grafica, ad approfondimenti su social networks, sicurezza e web publishing: sono questi i temi su cui (affiancate dai docenti Francesca Mazzoni, Alessandro Grandi e Francesco Faenza) si sono esercitate le studentesse, in un laboratorio che è il primo “in rosa” in Italia.

“Ci stiamo adoperando – ha detto la presidente Caraffi – perché le ragazze abbiano la possibilità di mettersi alla prova in ambito tecnologico. Un settore che troppo spesso non viene considerato uno sbocco possibile a causa di vecchi stereotipi che vorremmo abbattere. La nostra associazione riunisce donne europee che si impegnano proprio per far sì che altre donne ottengano il giusto riconoscimento pubblico del loro ruolo professionale e sociale”.

Più informazioni su