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Chiusura punti nascita Scandiano e Castelnovo Monti, la Regione chiede la deroga

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REGGIO EMILIA – Con la richiesta di deroga per i sei punti nascita in Emilia-Romagna a rischio chiusura, la Giunta Bonaccini “ha mantenuto il suo impegno”. Il Pd e’ soddisfatto per la decisione presa dalla Regione, che si e’ rivolta al ministero per mantenere in attivita’ le strutture di Castelnovo Monti, Scandiano, Pavullo, Mirandola, Borgotaro e Cento. I problemi pero’ non mancano e i dem invitano a non sottovalutarli, mettendo in guardia su quanto scritto dalla Commissione regionale nascite.

Nel 2017, sottolinea con preoccupazione Luciana Serri del Pd, in una nota dell’Assemblea legislativa, “il calo di nascite in regione ha raggiunto i 700 nati in meno rispetto all’anno passato”. Negli ultimi cinque anni i parti in Emilia-Romagna sono diminuiti dell’11% e in particolare: 51,2% in meno a Pavullo; 39,9% a Borgotaro; 39,4% a Scandiano; 22,4% a Castelnovo. Inoltre, segnala ancora Serri, nel documento si parla di “complicazioni ostetriche piu’ frequenti negli ospedali a basso volume di attivita’” e si rileva il problema della “carenza di personale dedicato”.

Anche sul tasso dei tagli cesarei “si evidenziano problemi, in particolare a Castelnovo e Borgotaro”. La consigliera regionale Pd invita ora la Giunta a “ragionare su come potenziare i servizi e l’assistenza nell’intero percorso, dall’inizio della gravidanza fino al puerperio a supporto della genitorialita’”. La dem Manuela Rontini e’ soddisfatta perche’ “oltre alle richieste di deroghe andremo ad ampliare la dotazione di personale, adeguandolo agli standard previsti per legge”. Non si fida invece la Lega nord.

“L’assessore Venturi – attacca il leghista Gabriele Delmonte, in una nota – prima ha detto che secondo gli uffici regionali la deroga era possibile solo per due punti nascita. Poi, ha annunciato che sara’ chiesta per tutti. Ora delle due l’una: o l’assessore e la sua squadra si sono sbagliati o qualcuno continua a prendere in giro la nostra gente, sapendo che tanto le autorizzazioni non arriveranno”. Tra l’altro, punta il dito Delmonte, anche “la stessa tempistica suona come una presa in giro”.

E fa l’esempio di Castelnovo ne’ Monti, che “con l’annunciata chiusura a rotazione dei punti nascita in estate, dal 16 settembre al 16 ottobre non sara’ operativo”. Il ministero della Sanita’ ha 90 giorni di tempo per esprimersi sulla deroga e “guarda caso”, sospetta il leghista, la scadenza cadrebbe proprio con “la riapertura del punto nascite di Castelnovo. Non vorremmo insomma che qualcuno abbia pensato di chiuderlo ‘temporaneamente’ il 16 settembre per poi non riaprirlo piu’, scaricando le colpe su altri”.

Oltretutto, contesta ancora Delmonte, le analisi della commissione nascite regionale si basano “su alcuni dati riferiti in buona parte a periodi passati e quindi non piu’ veritieri”. Anche “alcune affermazioni riportate dalla commissione sembrano discordanti con la realta’ dei fatti”. Insomma, secondo il Carroccio “ancora una volta qui c’e’ qualcuno che prende in giro la nostra gente. Se da una parte non possiamo non apprezzare il coraggio della politica, sempre che di coraggio si tratti, dall’altra non possiamo non biasimare il comportamento della commissione nascite che continua a nascondersi dietro un dito”.

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