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Aemilia bis, assolto Brescia per lettera di minacce a Vecchi

Otto condanne nel processo. Niente condanna anche per l'ex autista del questore di Reggio Domenico Mesiano. Vecchi: "Rispetto per la decisione del giudice"

REGGIO EMILIA – Cade, nel processo Aemilia-bis tenutosi con rito abbreviato a Bologna, l’accusa di minacce con metodo mafioso nei confronti del sindaco di Reggio Emilia Luca Vecchi. Per la lettera recapitata nel febbraio 2016 al quotidiano ‘il Resto del Carlino’ il gup Alberto Gamberini ha infatti assolto perche’ il fatto non sussiste Pasquale Brescia e il suo legale Luigi Comberiati, per i quali l’accusa aveva chiesto, rispettivamente, tre anni e quattro mesi, e un anno e quattro mesi di carcere.

Assolto con formula piena anche l’ex autista del questore di Reggio Domenico Mesiano, per cui i pm della Dda Beatrice Ronchi e Marco Mescolini avevano chiesto la condanna a un anno e quattro mesi per detenzione di munizioni da guerra. Tra le condanne, la piu’ alta delle quali e’ quella a tre anni inflitta a Pierino e Pasquale Vetere, a Francesco Lerose, e Giulio Giglio, spiccano i due anni, cinque mesi e 10 giorni al collaboratore di giustizia Giuseppe Giglio, per il quale i pm chiedevano solo un anno e quattro mesi.

Per Brescia arriva, pero’, una condanna a cinque mesi e 10 giorni per un’imputazione minore, mentre Giovanna Giglio incassa una condanna a un anno e quattro mesi, e Sergio Lonetti a un anno, sei mesi e 20 giorni. Per entrambi la pena e’ sospesa per cinque anni. Alcuni degli imputati, tra cui Giglio, dovranno anche risarcire 20.000 euro, piu’ 4.000 di spese legali, alla Regione Emilia-Romagna, e 10.000, piu’ 4.000 di spese legali, a Libera.

Vecchi: “Rispetto per la decisione del giudice”
Il sindaco Vecchi scrive: “Le decisioni del giudice al termine di un percorso processuale si rispettano e non si commentano, in qualsiasi caso. In questo modo mi sono comportato sin qui e continuerò in questa direzione. Sulla vicenda che mi ha interessato della lettera resta ferma il giudizio che espressi in quei giorni. La riunione di Coordinamento interforze presieduta dal prefetto Ruberto rappresento’ valutazioni e prese decisioni che davano il senso della gravità di quanto accaduto. L’iniziativa della Direzione Distrettuale Antimafia che decise di procedere con la contestazione di specifiche ipotesi di reato ci portarono a valutare come coerente e doverosa la costituzione di parte civile. Valuteremo ora da un punto di vista legale nel proseguio di questa vicenda le decisioni da assumere”.