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Panico e calca a Torino, aperta indagine “procurato allarme”

TORINO – Sono 1527 le persone rimaste ferite nella calca scatenata una esplosione di panico collettivo sabato sera in piazza San Carlo a Torino  durante la proiezione su maxi schermo della finale di Champions League.  Tre sono in condizioni gravissime tra cui un bimbo di sette anni, Kevin.
La Procura di Torino ha avviato un’indagine per fare luce sulle cause e sulle eventuali responsabilità di quanto avvenuto: come ipotesi di reato è stato formulato, per adesso, il ‘procurato allarme’.

La Prefettura parla di “folla presa dal panico e dalla psicosi da attentato terroristico”, e sono in corso le indagini per accertare cosa possa aver scatenato la reazione della massa; si parla di esplosioni di petardi.

Kelvin, di origine cinese, si trova tuttora ricoverato in prognosi riservata nel reparto di Rianimazione all’ospedale infantile “Regina Margherita”: ha riportato un trauma cranico e toracico. Le sue condizioni, apparse subito gravissime, sembrano essere migliorate nelle ultime ore. Si sarebbe salvato quando un ragazzo di colore si è accorto che il piccolo era schiacciato dalla gente ammassata, urlando “c’è un bambino, c’è un bambino” e spostando quante più persone possibili. il bambino era andato in piazza con la sorella maggiore per seguire la partita della sua Juventus, mentre i genitori (in Italia da tantissimo tempo) erano al lavoro nel negozio di famiglia, in centro città. Sia ieri notte che stamane hanno ricevuto la visita della sindaca Chiara Appendino. “Se i miei figli vorranno tornare di nuovo in piazza a vedere una partita? No, non li lascerei più andare”, ha dichiarato il padre.