Il colonnello Buda benedice il controllo di vicinato

Il comandante provinciale oggi alla festa dell'Arma: "Sicurezza non è solo repressione dei reati"

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REGGIO EMILIA – Il colonnello Antonio Buda, comandante provinciale dei Carabinieri di Reggio Emilia, “benedice” i patti sul controllo di vicinato. Lo fa nel discorso pronuniciato oggi in occasione del 203 esimo anniversario dell’Arma, in cui afferma: “Sicurezza oggi non e’ piu’ solo prevenzione e repressione dei reati ma, nella piena consapevolezza delle nuove e piu’ insidiose minacce, vuol dire anche per esempio, contenere il disagio sociale, illuminare una strada, risanare un immobile o riqualificare un centro storico, una strada o un parco”.

Ed e’ proprio “nell’ottica di soddisfare i primari bisogni dei cittadini, nonche’ di alleviare le sofferenze delle vittime dei reati soprattutto predatori- continua Buda- che qualche tempo fa, in ossequio al principio della sussidarieta’ orizzontale, ho suggerito alla Prefettura che, d’intesa con le amministrazioni comunali interessate, venissero introdotti i protocolli per il controllo del vicinato”.

Secondo il comandante infatti, “tale controllo, se correttamente applicato con il consapevole e responsabile coinvolgimento della cittadinanza onesta, ampliera’ quel sistema di sicurezza, partecipata ed integrata, teso a migliorare ulteriormente la vivibilita’ e la qualita’ del territorio reggiano, soprattutto con riferimento alla prevenzione dei delitti contro il patrimonio (dallo scippo, al borseggio, ai furti in abitazione e in esercizi commerciali)”.

Dai dati diffusi sull’attivita’ svolta nel 2016, intanto, emerge che solo nell’ultimo anno l’Arma reggiana ha proceduto per 20.546 delitti, i quali rappresentano l’85% di tutte le denunce presentate nel territorio. “Senza precedenti” viene definito il rinvenimento di coltivazioni di cannabis nella bassa reggiana ed il sequestro di sostanze stupefacenti, con quasi tre quintali di droga sequestrata e 120 arrestati.

Buda ricorda pero’ anche l’attenzione dedicata alla lotta alla criminalita’ organizzata, testimoniata dall’arresto dei Carabinieri proprio a Reggio Emilia di un condannato per mafia ritenuto responsabile di concorso in estorsione aggravata dal metodo mafioso. Importanti infine, sempre sul fronte delle infiltrazioni mafiose, il contributo informativo reso dai Carabinieri reggiani alla base dei vari provvedimenti interdittivi antimafia adottati dal Prefetto e il servizio d’ordine svolto nelle udienze del processo Aemilia.

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