I sindacati: “Servizi prefettura a rischio paralisi”

Cgil, Cisl e Uil: organico da anni sottodimensionato e precario

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REGGIO EMILIA – Il personale in servizio nella prefettura di Reggio Emilia “e’ assolutamente insufficiente a garantire la regolarita’ e la tempestivita’ delle attivita’, che potrebbero essere ormai prossime alla paralisi funzionale”. Lo denunciano nuovamente i sindacati confederali del Pubblico impiego che piu’ volte in questi anni hanno segnalato – senza successo – il problema.

“Che la carenza di organico della Prefettura fosse conosciuta anche ai vertici del ministero dell’Interno – spiegano i segretari Salvatore Coda (Fp-Cgil), Rosamaria Papaleo (Cisl Fp) e Luigi Raffaele Nacca (Uilpa) – lo dimostra la presenza di tutto il personale a tempo determinato impiegato ormai da anni finalizzata a tamponare esigenze temporanee ed eccezionali e divenuta indispensabile per il funzionamento degli uffici”.

Tra i precari c’e’ anche un dipendente addetto all’ufficio immigrazione che non e’ stato stabilizzato. “Qualora queste risorse non venissero confermate a scadenza di contratto si creerebbe un ulteriore aggravio di lavoro”, segnalano i sindacati. Non solo su quello dei lavoratori, ma anche sul fronte della dirigenza la prefettura reggiana sconta da tempo “un inesorabile depauperamento delle risorse”.

Sulla carta dovrebbero infatti essere presenti cinque dirigenti, ma in servizio sono solo in due. Infine, spiegano le parti sociali, “dato che la dirigenza non e’ tenuta al rispetto di un orario prestabilito, sono sempre piu’ frequenti, nei confronti del personale contrattualizzato, le richieste di presenza oltre l’orario ordinario senza alcun tipo di riconoscimento, ne’ in termini di merito, ne’ economico”. Vista la situazione Cgil-Cisl-Uil hanno quindi chiesto al prefetto “un passo forte nei confronti dell’amministrazione centrale, che non puo’ piu’ ignorare un tale stato di cose”.

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