Frode fiscale da novanta milioni, dieci denunce

Operazione della Finanza nei confronti di cinque società che commercializzavano all’ingrosso merce di vario genere ma, in realtà, erano specializzate nelle frodi fiscali mediante l’uso di fatture per operazioni inesistenti

REGGIO EMILIA – Operazione  della Finanza di Reggio nei confronti di 5 società che commercializzavano all’ingrosso merce di vario genere ma, in  realtà, erano specializzate nelle frodi fiscali mediante l’uso di fatture per operazioni inesistenti. Le indagini del Nucleo di Polizia Tributaria sono durate alcuni mesi e hanno preso in esame l’operatività di alcuni soggetti che costituivano società, ne trasferivano fittiziamente la sede in altre provincie, acquistavano stock impressionanti di beni in esenzione di I.V.A. (da  elettrodomestici  a  pallets, da apparati telefonici  a bevande,  ecc..), li  rivendevano senza dichiarare i  proventi  al fisco, distruggevano sistematicamente le scritture contabili ed emettevano fatture per operazioni inesistenti per consentire ad altre società ad essi collegate di ottenere ulteriori indebiti  risparmi di imposte.

Oltre ai trasferimenti fittizi di sede ed alla distruzione delle  scritture contabili, l’organizzazione non si faceva scrupolo di  intestare a teste di legno quote di società o attività economiche, così da rendere difficoltoso l’accertamento tributario nei loro confronti. Le indagini hanno preso in esame le annualità dal 2013 fino ad oggi consentendo di rilevare una frode fiscale che, tra imponibili sottratti a tassazione ai fini dell’imposizione diretta e  violazioni  in materia  di I.V.A., supera i 90  milioni di euro, cui  si devono aggiungere numerose altre irregolarità fiscali.

Cinque verifiche  fiscali  ad  altrettante società  e  numerosi  controlli  fiscali sono stati necessari per individuare compiutamente i contorni della frode che, in otto casi, hanno consentito di individuare  evasori  totali,  cioè contribuenti completamente sconosciuti al fisco.

Al  termine dell’operazione sono stati denunciati 9 italiani tra i 24 ed i 64 anni ed un cinese di 36 anni che, dovranno rispondere di numerosi reati tributari. Le indagini dell’autorità giudiziaria  sono ancora in corso, al fine di riscostruire le intere ramificazioni della frode e porre fine a pratiche illegali che, oltre a sottrarre ingenti risorse al fisco, danneggiano seriamente gli operatori di settore che operano nella legalità a causa di una evidente concorrenza sleale.