Comitati, M5S e Lega: “Ora il sindaco ascolti i cittadini”

Grasselli: "Un successo oltre ogni più rosea aspettativa". I grillini: "La mancanza di risposte e trasparenza non aiuta una seria politica dell’ accoglienza". Il Carroccio: "Sotto il municipio ad attenderli non c’era nessuno, né il sindaco né alcun membro dell’amministrazione"

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REGGIO EMILIA – “E’ stato un successo di partecipazione dei cittadini reggiani che e’ andato oltre ogni più rosea aspettativa. Ringrazio tutti coloro che hanno capito il nostro messaggio e sono venuti a sfilare perche’ chiedono una gestione piu trasparente, seria e oculata della problematica migranti nel Comune di Reggio”. Queste le parole del portavoce della Rete dei 7 Comitati Corrado Grasselli dopo la conclusione della fiaccolata civica che ha posto al sindaco con uno striscione eloquente l’interrogativo “da 427 a 1095 perché?”.

Prosegue Grasselli: “E’ stata anche una prova importante per la Rete dei Comitati che per la prima volta si e’ impegnata in un evento pubblico di così grande importanza per il tema trattato. Ci ritroveremo a breve con l’auspicio che nel mentre il sindaco, il vicesindaco e gli amministratori della città’ si siano resi conto che ieri sera nelle piazze reggiane c’era la gente comune e non quelli che hanno voluto descrivere come razzisti e xenofobi per deviare il nostro messaggio che, lo ripeto, ha colto nel segno”.

Il Movimento Cinque Stelle: “La mancanza di risposte e trasparenza non aiuta una seria politica dell’ accoglienza”
Anche il Movimento Cinque Stelle che ieri, senza bandiere, ha partecipato alla fiaccolata, interviene e scrive: “Oltre 700 cittadini in piazza silenziosi ed educati con i comitati, non “contro i profughi” come qualcuno vuol far erroneamente passare, ma per fare semplici domande al sindaco Vecchi. Reggio secondo gli accordi doveva ospitare 427 richiedenti asilo , sono diventati 1095. Quanti sono veri profughi di guerra o che fuggono da dittature? Quanti di questi invece sono migranti economici arrivati qui in maniera clandestina? Lo vedremo tra 2 anni. Se non verrà riconosciuto loro lo status di profugo, verranno realmente espulsi come prevedono le leggi? Che conseguenze sociali avrà questa scelta? Con che cosa vivranno questi clandestini se non verranno espulsi? Cadranno nelle mani della criminalità aggravando le tensioni sociali nei quartieri? Perché tutto questo? Chi ci guadagna? Non certo i richiedenti asilo realmente profughi di guerra o perseguitati dalle dittature”.

Il Movimento Cinque Stelle ricorda che “un anno fa il consiglio comunale approvò una mozione del Movimento 5 Stelle per far sì che il gruppo di lavoro sul tema dei richiedenti asilo che riunisce tutti gli attori coinvolti ( Cooperative, Parrocchie, Comitati, forze dell’ordine etc) informasse il consiglio comunale. Non è mai avvenuto. La mancanza di risposte e trasparenza non aiuta una seria politica dell’ accoglienza cui la comunità di Reggio non si vuole sottrarre. Come è inaccettabile chi vuole strumentalizzare a fini xenofobi la richiesta di trasparenza di sette  Comitati (che hanno più volte preso le distanze da chi vuole mettere il cappello alle loro azioni con intenti razzisti o xenofobi), è altrettanto inaccettabile il comportamento di demonizzazione di consiglieri comunali (Lusenti, De Lucia) o assessori come Sassi che dipingono semplicisticamente come  ‘razzisti’ centinaia di semplici cittadini. Cittadini legittimamente preoccupati della vita sociale nei loro quartieri, che chiedono solo trasparenza e non si sottraggono al dovere dell’accoglienza. Ma con buonsenso e trasparenza. Quella piazza e ci riferiamo ai tantissimi semplici cittadini arrivata dai loro quartieri, da Reggio Est a Santa Croce a via Roma e zone limitrofe non va demonizzata, ma ascoltata”.

Concludono i pentastellati: “Chi è eletto nelle istituzioni deve ascoltare i cittadini. Ascoltare i cittadini dei comitati dei quartieri che subiscono le scelte calate dall’alto dell’amministrazione, come ascoltare chi vuole fare accoglienza senza farla diventare un business. Ascoltare entrambi, non solo una parte che fa politicamente comodo,  perché è quella guarda caso legata ad un mondo, quello cooperativo, vicino all’amministrazione. Questo è il dialogo. Non mettere la testa sotto la sabbia e far finta che a Reggio Emilia tutto vada bene”.

Vinci, Lega Nord: “Sotto il municipio ad attenderli non c’era nessuno, né il sindaco né alcun membro dell’amministrazione”
Sulla vicenda interviene anche Gianluca Vinci, capogruppo della Lega Nord, che scrive: “Circa 700 persone ieri sera hanno affollato piazza della Vittoria per poi spostarsi sotto il municipio. Cittadini in marcia con fiaccole in mano rivolte verso il cielo per esprimere il loro dissenso verso l’arrivo di altri profughi. Un solo striscione: “Da 427 a 1095. Perché?”. Una domanda semplice rivolta al sindaco Vecchi con i numeri che si riferiscono ai richiedenti asilo: i 427 che rappresentano il tetto massimo che si poteva raggiungere e i 1095 che invece ad oggi ospita la città. Ora il Pd che governa la città, con il suo sindaco Luca Vecchi, deve ascoltare i cittadini e dare una risposta, deve cominciare a pensare alla sicurezza dei reggiani e non solo ai loro interessi”.

Aggiunge Vinci: “Abbiamo partecipato come Lega Nord a questo evento perché vediamo con favore ogni iniziativa dei cittadini che decidono di far sentire la loro voce di dissenso, che nel caso di ieri sera è stato un vero e proprio urlo”. Ormai è chiaro anche ai cittadini che solo pochi di questi richiedenti asilo hanno diritto a rimanere sul territorio, mentre per la stragrande maggioranza si spalancherà la strada della clandestinità e della criminalità organizzata”.

E conclude: “I cittadini che hanno organizzato la manifestazione hanno tenuto a far sapere che non ce l’hanno con i migranti ma con l’amministrazione. Si ritengono offesi dalle parole spese dal vicesindaco Sassi negli ultimi giorni e chiedono le sue dimissioni. E’ una richiesta importante, eppure sotto il municipio ad attenderli non c’era nessuno, né il sindaco né alcun membro dell’amministrazione. L’ennesima dimostrazione che al governa della città non interessa ascoltare la voce dei reggiani”.

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