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Campogalliano-Sassuolo, Delrio: “Bretella certa anche se cambia governo”

Impegno del ministro con i sindaci. Legata alla Campogalliano-Sassuolo, c'è la variante di Rubiera, 6,5 chilometri di tangenziale

REGGIO EMILIA – “Dopo 50 anni arriva finalmente la bretella Campogalliano-Sassuolo? Ora ci sono tempi certi di realizzazione, abbiamo praticamente completato tutti gli adempimenti burocratici. Tra poco verra’ registrato alla Corte dei conti il decreto interministeriale che ho firmato col ministro Padoan. Da qui in poi dovremo quindi aspettare i cantieri a maggio dell’anno prossimo, va completata la progettazione esecutiva”.

Lo dice il ministro delle Infrastrutture, Graziano Delrio, arrivando oggi al Palazzo ducale di Sassuolo, dove di fronte a tanti sindaci e imprenditori viene svelato il progetto della bretella cara agli industriali delle piastrelle. Il presidente di Confindustria ceramica Vittorio Borelli e’ in prima fila e chiarisce: “La bretella resta di grandissima attualita’ per il nostro comparto, non e’ vecchia. Dentro Confindustria siamo compatti sulla sua utilita’”.

Legata alla Campogalliano-Sassuolo, c’è la variante di Rubiera, 6,5 chilometri di tangenziale destinati a liberare finalmente dal traffico la via Emilia nell’ultimo comune reggiano prima del Modenese.

Arrivando al Palazzo seicentesco, l’ex sottosegretario del governo Renzi incrocia i contestatori ‘storici’ della bretella, qualche decina sotto le insegne di varie associazioni, che armati di cartelli e striscioni gridano “vergogna” quando il ministro passa al loro fianco. Delrio sorride un po’ amaro, e al sottosegretario alla presidenza della giunta regionale Andrea Rossi, che lo accoglie, sussurra che magari era meglio non far avvicinare cosi’ tanto i manifestanti. Ma oggi c’e’ finalmente una cartezza, assicura l’ex sindaco di Reggio Emilia parlando a margine e in sala: “Una grande area industriale e logistica potra’ funzionare al meglio, cosi’ come funzionano le grandi aree industriali in tutto il mondo, perche’ sara’ ben connessa con le principali arterie di comunicazione”.

L’impatto sull’ambiente dell’opera? È stato valutato tramite le procedure di impatto ambientale, trasparenti, e col lavoro della Conferenza dei servizi, nell’ascolto di tutte le obiezioni”, distende il ministro. Che poi scandisce: “Dobbiamo anche decidere se siamo in grado o no di fare le opere pubbliche in Italia. Io ad esempio ho revisionato 50 chilometri di viadotti in Val di Susa perche’ erano inutili, li’ bastava riutilizzare in gran parte la linea storica; laddove invece c’e’ bisogno, c’e’ bisogno. L’abbiamo detto: stiamo revisonando tutte le grandi opere per renderle sempre piu’ sobrie”, rimarca il concetto Delrio.

Il quale, tra le righe, si e’ concesso qualche ‘buffetto’ oggi con i colleghi amministratori emiliani. Girandosi verso il governatore Stefano Bonaccini, ad esempio, ha detto sul palco di essere un orgoglioso emiliano-romagnolo ma anche che chi resta indietro va aiutato. In diversi hanno intravisto un nesso con alcune parole di Bonaccini alla recente visita del presidente Sergio Mattarella nelle aree del sisma, quando il governatore ha rivendicato nei fatti la buona ricostruzione portata avanti finora in Emilia e dagli emiliani. Se Bonaccini sul merito della bretella e di altre opere rivendica che le promesse di inizio mandato sono rispettate, Muzzarelli, invece, a Delrio ha ‘suggerito’ i problemi della strada Fiorano-Modena, spesso congestionata, la riqualificazione del casello Modena nord, il problema della manutenzione stradale in carico ad una Provincia senza soldi e, intrecciata, la questione della “complessa legge” sugli incidenti stradali che chiama in causa proprio gli amministratori pubblici. Per gli industriali, Borelli sulla bretella inizia a crederci davvero: “Proteste? In 40 anni abbiamo sviscerato tutti gli iter anche ambientali, l’opera e’ stata portata avanti correttamente”.