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Campegine, sconfitto il candidato del Pd: vince Artioli

L'ex primo cittadino perde contro l'ex assessore socialista a capo della lista civica Rinascita Campeginese. Del Bue: "Il mondo è davvero cambiato"

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CAMPEGINE (Reggio Emilia) – Il candidato del Pd, Daniele Menozzi, con la sua lista civica “Insieme per Campegine” è stato sconfitto dall’ex assessore Giuseppe Artioli di “Rinascita Campeginese”. E’ il risultato delle elezioni a Campegine. Artioli ha preso il 51,53% delle preferenze con 1.147 voti, mentre Menozzi ha preso il 48,47% con 1079 voti. L’affluenza è stata del 59,35% (era stata del 63,34% alle precedenti elezioni).

“Rinascita Campeginese”, lista civica molto trasversale, guidata dall’avvocato socialista 59enne Artioli, era nata sull’onda della vittoria al referendum dell’ottobre scorso contro la fusione di Campegine con Sant’Ilario e Gattatico e ha superato dunque Menozzi, candidato sostenuto dal Pd con la sua lista civica, già primo cittadino del Comune della Val d’Enza dal 1998 al 2007 ed ex dirigente di Coopsette.

Il risultato per lista di Artioli è clamoroso, dato è la prima volta in 70 anni di storia campeginese che un sindaco, non indicato dal partito che ha sempre avuto la maggioranza, ovvero Pci, Pds, Ds e Pd, non riesce a vincere le elezioni nel paese dove riposano le spoglie dei sette fratelli Cervi.

I consiglieri eletti per Rinascita Campeginese sono, oltre al sindaco Giuseppe Artioli: Marco Cocconi (135 voti), Cristina Lanzi (105), Daniele Fontanesi (92), Simona Magnani (78), Cesare Brugnoli (66), Margherita De Santo (63), Stefano Lusetti (59) e Elisa Bonori (32)

I consiglieri eletti di Insieme per Campegine sono, oltre al candidato Daniele Menozzi: Alessandro Spanò (117), Stefania Bonazzi (108),  Ivan Righi (100).

Del Bue: “Il mondo è davvero cambiato”
L’ex deputato socialista Mauro Del Bue scrive: “Sono molto contento dell’affermazione dell’amico e compagno Germano Artioli. Se penso che ha vinto a Campegine, il comune più inespugnabile d’Italia, ne deduco che il mondo é davvero cambiato. Germano Artioli non ha mai smesso di definirsi un socialista, (é tuttora iscritto al Psi) anche in piena campagna elettorale. É stato prima vice segretario e poi segretario del Psi di Reggio Emilia dal 1990 alla sua fine. Era, allora e lo ricordo come tale, uno dei giovani più preparati e impegnati, prezioso collaboratore del presidente della Provincia Ascanio Bertani. Germano é stato amministratore del suo comune, al quale è rimasto sempre legato. Se penso che Artioli ha vinto a Campegine ne deduco due riflessioni. La prima é riferita al fatto che i socialisti sono usciti finalmente dall’inferno che una manovra subdola e strumentale aveva contribuito a confinarli. Una piccola nemesi. La seconda é riferita alla crisi del modello cooperativo che in una realtà come Campegine ha certamente influito. Non a caso il competitore di Artioli, nonché già sindaco del Comune, era un ex dipendente della Coopsette, una cooperativa che ha recentemente chiuso i battenti, lasciando a casa centinaia di lavoratori. Penso che Campegine, in particolare, dimostri che anche a Reggio nulla è scontato, che nulla é come prima. Occorre che la sinistra reggiana ne tenga conto, che si interroghi sui suoi limiti, errori, deficienze, sufficienze e strumentali esclusioni e costruisca un futuro, anche in relazione alle successive scadenze amministrative, senza la presunzione della vittoria scontata. Non é più così. Questo il succo dell’insegnamento delle elezioni di Campegine che un uomo libero e coraggioso, di professione avvocato, ha saputo regalarci”.

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