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Trasporto pubblico, siluro di Tutino contro unica società regionale

L'assessore reggiano: "Bulgarelli parla per sé, basta con il gigantismo"

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REGGIO EMILIA – Non solo gli enti pubblici non sono compatti sul progetto, vista la freddezza della Citta’ metropolitana di Bologna. Ora persino dentro la stessa compagine di Seta, l’azienda di trasporto pubblico di Modena-Reggio-Piacenza, manca unita’ d’intenti sulla fusione delle aziende di settore dell’Emilia-Romagna, auspicata ieri entro il 2019 dall’assessore regionale Raffaele Donini. La scintilla, infatti, torna a scoppiare adesso tra Modena e Reggio, con quest’ultima che rispedisce al mittente l’azienda unica proposta dalla Regione, dopo le polemiche di due anni fa tra gli stessi ‘cugini’ legate alle armonizzazioni nei vari bacini.

“Ho appreso dell’apertura fatta dal presidente di Seta Bulgarelli alla proposta dell’assessore Donini di costituire un’unica societa’ regionale per la gestione del trasporto pubblico. Rispetto la posizione di Vanni Bulgarelli, ma parla a titolo personale. L’obiettivo ora non deve essere quello di pensare a ulteriori fusioni societarie ma deve essere la qualita’ del servizio”. Il siluro e’ firmato Mirko Tutino, assessore a Infrastrutture e Mobilita’ del Comune di Reggio Emilia. Precisa Tutino in una nota: “Seta in questi tre anni ha migliorato tanti aspetti della qualita’ del servizio e non vedo ragione per riaprire un processo di ulteriore aggregazione, casomai – evidenzia l’assessore del sindaco Luca Vecchi – pensando a un’unica mega-societa’. Abbiamo vissuto il processo che doveva semplificare, negli anni scorsi, il panorama delle societa’ che gestiscono il trasporto”.

L’assessore reggiano Mdp propone, senza sconti, un parallelo: “Chi utilizza le ferrovie locali si e’ reso conto – punge Tutino – di quale sia stato l’impatto sulla qualita’ del servizio e delle risposte date agli utenti derivato dalle fusioni e dalla creazione di un’unica azienda regionale. Io, viste le esperienze precedenti, sarei molto cauto e valuterei, con le amministrazioni locali del nostro territorio e con gli altri soci di Seta, strumenti per consolidare l’attuale societa’ e metterla in condizione di poter ottenere una nuova concessione del servizio. Si puo’ fare tutto cio’ senza ulteriori fusioni e senza allontanare i centri decisionali dall’utenza finale”.

Insiste e rincara Tutino: “Dobbiamo smetterla di credere nel gigantismo: Seta gia’ oggi lavora in sinergia con gli altri gestori locali e lo dimostra la gara per i nuovi mezzi, che presenteremo lunedi’, gestita insieme a Tper. Seta a oggi serve 1,5 milioni di persone. In Italia ci sono gestori che funzionano perfettamente e senza creare debito con bacini anche piu’ piccoli. Continuiamo sulla strada del rinnovo dei mezzi investendo sul metano e sull’elettrico, innoviamo i sistemi informatici per acquistare i biglietti e proseguiamo il percorso di contrasto dell’evasione e riduzione dei ritardi”. Questi e non altri, conclude Tutino, “sono gli elementi base di un servizio di trasporto ed e’ inutile discutere di ulteriori aggregazioni che avrebbero come unico risultato ridurre l’attenzione sulla qualita’ del servizio”.

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