Sanità, è fatta: il Core è pienamente operativo

Pronta da lunedì anche gastroenterologia con il suo gioiellino super tecnologico

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REGGIO EMILIA – Il centro oncologico ed ematologico dell’ospedale Santa Maria Nuova di Reggio Emilia (il Core), inaugurato nel giugno del 2016, diventa da lunedi’ prossimo pienamente operativo. E’ infatti pronto anche l’ultimo reparto per il quale era previsto il trasloco nella nuova struttura, quello di gastroenterologia e endoscopia digestiva, che sabato aprira’ i battenti in un open day rivolto ai cittadini.

Non si tratta tra l’altro di un reparto come gli altri perche’, in una delle cinque nuove sale per esami endoscopici, cosiddetta “ibrida”, ospita il primo strumento del suo genere arrivato in Italia: un angiografo digitale robotizzato. Una sorta di “Ferrari” delle apparecchiature biomediche, che permette di assemblare in video le risultanze di piu’ esami contemporanemante, come tac e risonanza magnetica e sara’ utilizzato per gli interventi anche di chirurgia vascolare, neurochirurgia e radiologia.

Il rinnovato reparto di gastroenterologia, 1.550 metri quadri che si snodano al piano terra del Core, dispone oltre che di ambienti rinnovati e abbelliti con opere d’arte per l’accoglienza, la preparazione e il risveglio dei pazienti, anche di dotazioni tecnologiche di ultima generazione, del valore di 3,7 milioni. Tra queste l’angiografo acquistato con l’aiuto di Fondazione Manodori e Apro Onlus, che hanno donato rispettivamente 800 e 200.000 euro. La struttura nella quale lavorano 30 operatori di cui otto medici, ha erogato nel 2016 circa 11.000 prestazioni ambulatoriali, con una crescita dei casi di patologie oncologiche.

Fausto Nicolini, direttore generale dell’ospedale e in pectore dell’azienda unica che nascera’ dalla fusione a luglio con l’Ausl, commenta: “Oggi penso che si chiude un cerchio partito molto tempo fa nella programmazione, da almeno tre punti di vista. Per prima cosa oggi finiamo l’implementazione del Core che e’ oggi e’ in piena funzione. Assistiamo ad un cambio di vestito di gastroenterologia che prima si era adattata a spazi non all’altezza delle competenze dei suoi professionisti”. In secondo luogo, infatti, “questa megastruttura e’ un riconoscimento alla storia e alla qualita’ assitenziale di questa unita’ operativa che nel tempo ha costruito una scuola riconosciuta oggi a livello nazionale e non solo”.

In ultimo, dice Nicolini, “inauguriamo una strumentazione assolutamente innovativa che apre dei nuovi scenari nella diagnosi e nella cura di alcune patologie molto complesse e particolari, che e’ anche il frutto della partnership con la societa’ civile del territorio”. Insomma, conclude il direttore, “un passo in avanti che questo ospedale meritava e frutto anche del fatto che i professionisti che lo hanno proposto avevano le credenziali in regola”.

L'angiografo digitale robotizzato

L’angiografo digitale robotizzato

Gianni Borghi, presidente della Fondazione Manodori esprime “soddisfazione e orgoglio per aver ancora una volta equipaggiato il nostro ospedale con una tecnologia all’avanguardia: diamo una ferrari perche’ in questo ospedale ci sono tanti piloti di formla uno”.

Per il direttore del reparto Romano Sassatelli “si conclude una bella storia di comunita’ che crede nella sua sanita’ e ha motivo per farlo. Per valorizzare queste nuove dotazioni ci metteremo i nostri valori di sempre: la vicinanza alle persone e la qualita’ e la sicurezza dei servizi offerti”.

Giovanni Fornaciari, presidente di Apro, ringrazia infine “di cuore” i volontari dell’associazione. “Ma non ci fermiamo qui- promette- cercheremo di fare sempre di piu’ per la sanita’ reggiana perche’ i nostri cittadini se lo meritano”. Porte del reparto dunque aperte sabato prossimo dalle 14 alle 18, con visite guidate con il personale sanitario e una performance musicale del flautista Andrea Griminelli (Fonte Dire).

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