Richiedenti asilo, l’allarme del viceprefetto: “Non ci sono più posti”

La De Notaristefani: "Abbiamo chiesto a più riprese la collaborazione di tutti i sindaci. Abbiamo il compito di dare un tetto a chi arriva"

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REGGIO EMILIA – “Ieri abbiamo accolto 42 persone in sovrappiù, 30 se ne aggiungono oggi e per domani ne attendiamo altre 12. Non abbiamo più un posto disponibile, e non possiamo certo mandarli a dormire in strada”. Le parole pronunciate dal viceprefetto vicario Alessandra De Notaristefani di Vastogirardi ieri mattina all’incontro per il quarantennale della comunità di recupero di don Ercole Artoni, nella sede del Centro sociale Papa Giovanni XXIII, danno l’idea del problema che le istituzioni reggiane stanno affrontando sul tema dell’accoglienza rifugiati. Il sindaco di San Martino in Rio ne sa già qualcosa dato che si è visto arrivare all’ultimo momento un gruppo di profughi che sono stati accolti in moduli abitativi allestiti all’ultimo minuto.

Il viceprefetto ha anche lanciato un appello perché le istituzioni e i privati si rendano disponibili ad ospitare i richiedenti asilo, prendendo esempio anche dall’impegno profuso dalla comunità di don Artoni. De Notaristefani ha aggiunto anche: “Abbiamo chiesto a più riprese la collaborazione di tutti i sindaci. Abbiamo il compito di dare un tetto a chi arriva”. La situazione è critica anche a Reggio Emilia che ha già superato il tetto di richiedenti asilo che dovrebbero essere ospitati sul territorio comunale. Non a caso sette comitati di cittadini che hanno organizzato per il 12 giugno una manifestazione pubblica, per chiedere uno stop ai nuovi arrivi.

Una situazione critica che, tuttavia, secondo il viceprefetto, non deve fare temere per la sicurezza. Ha aggiunto la De Notaristefani: “Dobbiamo lavorare sulla percezione di insicurezza che non è fondata sulla presenza di questi giovani”. Nei giorni scorsi, intanto, si è chiuso il bando della prefettura per appaltare il servizio di ospitalità dei migranti: a oggi, con gli arrivi delle ultime due settimane, siamo a quota 1.700 in tutto il territorio provinciale, di cui circa 900 in città, ma nelle previsioni dell’ente arriveranno al totale di 2.300 entro la fine del 2018.

La cifra totale che, a livello preventivo, sarà stanziata per l’accoglienza è pari a 46 milioni e 609.500 euro più un’eventuale proroga per un semestre. L’apertura delle offerte pervenute, due, è prevista per i prossimi giorni, quando si scoprirà se il servizio sarà di nuovo affidato agli attuali gestori, cioè la cooperativa Dimora d’Abramo e Caritas.

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