Pedofilo seriale a processo

Per dieci anni avrebbe predato adolescenti sul web e davanti alle scuole, travestendosi da donna. E' accusato di atti sessuali con minori, prostituzione minorile, pedopornografia

REGGIO EMILIA – Per dieci anni avrebbe predato adolescenti sul web e davanti alle scuole, travestendosi da donna. E’ accusato di atti sessuali con minori, prostituzione minorile, pedopornografia. Per questo è stato rinviato a giudizio il cittadino brasiliano 40enne arrestato nel dicembre 2016 per una serie innumerevole di reiterati e gravissimi episodi di adolescenza violata portati alla luce dal Nucleo Investigativo Carabinieri di Reggio.

La prima udienza è stata fissata il 22 giugno prossimo.

Il fortissimo impianto di prove raccolte ha visto la Procura di Bologna, guidata dal dottor Giuseppe Amato, richiedere il giudizio immediato; il brasiliano – consapevole del materiale raccolto dai carabinieri a suo carico – ha chiesto il giudizio abbreviato, che gli consentirà in caso di condanna di beneficiare di uno sconto pari a 1/3 della pena.

Una storia di depravazione, quella in cui si imbatterono i carabinieri, che per numeri e modalità non ha eguali in Italia. Teatro degli abusi la “Città del tricolore”, dove il 40enne brasiliano Elisandro Dos Anjos Costa – che peraltro senza vergogna aveva richiesto lo status di rifugiato politico poiché a suo dire discriminato sessualmente nel Paese di origine -, ha fissato la propria dimora e soddisfatto per circa 10 anni i suoi deviati appetiti sessuali.

L’inchiesta “Lost Innocence” (innocenza perduta) ha visto i carabinieri (coordinati dal pm Roberto Ceroni) accertare come in dieci anni l’uomo fosse riuscito a crearsi una sorta di alter ego femminile, “pubblicizzandolo” tra gli adolescenti come una propria cugina particolarmente disinibita. Vestito da donna e truccato dalla finestra della propria abitazione gettava banconote ai minori in uscita da scuola (alcuni di soli 13 anni), attirandoli in casa per consumare rapporti sessuali con quella che le giovani vittime pensavano essere la “donna dei sogni”. Adescamenti che vedevano il travestito retribuire i ragazzini con continue somme di denaro tanto più elevate quando risultava necessario per superare le resistenze dei più sospettosi. Le giovani vittime venivano poi convinte, sempre in cambio di soldi, a reclutare nuovi amici, per quella che pensavano essere una donna.

E’ così che, con le varie identità di volta in volta assunte dall’inesistente cugina con i tacchi a spillo, il 40enne ha fatto cadere nella propria rete decine e decine di minorenni che, in alcuni casi, “marinavano” addirittura la scuola per ricevere le prestazioni sessuali della “ragazza”; nell’appartamento guardavano anche film pornografici di ogni tipo. Un vastissimo giro di minori adescati tanto che, come accertato dai carabinieri, a volte si radunavano in fila sotto l’abitazione dell’orco in attesa del proprio turno che, spesso, veniva modificato dai gusti del pedofilo che osservava dalla finestra i giovani in attesa.

Centinaia e centinaia sarebbero i rapporti sessuali intrattenuti dall’indagato nel corso degli anni con intere compagnie di minorenni, sostituiti da altri più giovani man mano che i segni dello sviluppo si rendevano evidenti. Come se non bastasse, l’uomo filmava di nascosto alcuni degli incontri e in altri casi acquistava dai ragazzini foto e video pedopornografici, che si faceva spedire tramite whatsapp e facebook, in alcuni casi a sua volta ha postato in rete questo tipo di immagini. Ovviamente anche facebook era diventato terreno di caccia, il  sudamericano utilizzava falsi profili femminili, per corrompere ulteriori minorenni sempre scelti dopo un’accurata selezione fisica.

Numerosi sono i luoghi frequentati dal 40enne nella propria “versione maschile”: parchi pubblici cittadini e aree sportive parrocchiali della provincia, in cui si inseriva nelle compagnie di ragazzini, dopo aver selezionato il minorenne di suo gradimento, pubblicizzava la disinvoltura sessuale e le disponibilità economiche dell’inesistente cugina, salvo correre poi subito a casa e, dopo averne assunto abilmente le sembianze, aprire la porta al minorenne.

La vicenda iniziò a venire alla luce dopo che il brasiliano tentò di uccidere, accoltellandola in strada, una infermiera del Santa Maria Nuova che – scoperte le sue mire – aveva sottratto il proprio figlio agli appetiti perversi del brasiliano.