I Teatri, le anticipazioni della prossima stagione

Lirica: "Il Trovatore" con l'Orchestra dell'Opera di Parma diretta da Andrea Battistoni. Il "Faust" di Gounod sarà firmato da Simone Derai. Ritornerà al festival Aperto, Dada Masilo. Bilancio in utile

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REGGIO EMILIA – La Fondazione I Teatri ha raccolto i suoi Amici (presenti nella quasi totalità) nella tradizionale cena in palcoscenico. Nei brevi discorsi che hanno aperto la serata, il sindaco Luca Vecchi, il Presidente della Provincia Giammaria Manghi, il vice presidente della Fondazione Gianpiero Grotti, il direttore generale Giuseppe Gherpelli e il direttore artistico Gabriele Vacis hanno illustrato i risultati artistici, culturali, organizzativi ed economici del 2016.

Le novità della prossima stagione
Il direttore artistico dimissionario Gabriele Vacis ha detto che la stagione lirica proseguirà con i melodrammi verdiani: dopo “La Traviata” di quest’anno, ecco l’altra opera della cosiddetta Trilogia popolare, “Il Trovatore” con l’Orchestra dell’Opera di Parma diretta da Andrea Battistoni. Il “Faust” di Gounod, ispirato al capolavoro di Goethe, sarà firmato da Simone Derai, affermato regista di prosa e giovane fondatore della compagnia Anagoor con sede a Castelfranco Veneto. Ritornerà poi, nell’ambito del festival Aperto, Dada Masilo. Il cartellone della danza presenterà una produzione realizzata insieme da I Teatri e Aterballetto che in prima assoluta si cimenterà in nuove coreografie di Hofesch Schecter e Cristiana Morganti; e ancora tornerà lo spettacolo “Traviata” di Gabriele Vacis con Lella Costa.

Il bilancio
La Fondazione I Teatri ha sei fondatori (Comune, Provincia, Ireti spa, Unindustria, Assicoop e BPER), un partner d’eccezione (Fondazione Manodori), due enti pubblici  (Ministero dei Beni Culturali e Regione Emilia-Romagna) e 96 Amici dei Teatri, che ne sostengono, con erogazioni liberali di somme in denaro, l’attività. I ricavi del 2016 sono stati pari a € 6.952.615, su cui la Fondazione ha pagato imposte per € 72.733, i costi sono stati pari a € 6.871.137, e il bilancio si è chiuso con un utile di € 7.745.

La spesa artistica, costituita essenzialmente dai cachet, rappresenta il 44% del budget, che costituisce una delle migliori performances fra i Teatri Italiani di Tradizione (che sono 29), e si colloca fra le più alte in Europa.

La Fondazione, che non ha debiti di alcun genere, ha 48 dipendenti a tempo indeterminato, che incidono sul budget per il 30%, e che hanno sviluppato un’attività che può essere così riassunta: 570 aperture di sipario nei tre teatri gestiti (Teatro Municipale Romolo Valli; Teatro Ariosto, Teatro Cavallerizza), per offrire al pubblico 224 spettacoli, 255 eventi direttamente organizzati, 91 eventi ospitati.

Gli abbonati
Gli abbonati della stagione 2016/2017 sono stati 4.534, le presenze agli spettacoli a pagamento sono state 85.546, per gli spettacoli e gli eventi non a pagamento 50.029: complessivamente, nel 2016, sono entrate nei teatri gestiti dalla Fondazione 135.575 persone, vale a dire 422 per ogni giorno di apertura.

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