Fiaccolata dei comitati: “No a insegne di partiti, non siamo xenofobi”

La presa di posizione dei comitati S. Croce, Caggiati-S. Stefano, Gardenia, Porta e Via Emilia S. Pietro, Reggio Civitas, Reggio Est Sicura e Via Filzi

REGGIO EMILIA – I comitati, organizzatori della fiaccolata del 12 giugno, intervengono dopo le reazioni accese che la loro iniziativa ha suscitato. La manifestazione ha lo scopo di protestare contro la gestione dei migranti da parte della Prefettura.
“Viste le adesioni espresse da diversi partiti, movimenti e gruppi politici – scrivono in una nota i vari comitati – nella manifestazione non saranno ammesse insegne distintive di qualsiasi espressione organizzata né atteggiamenti e comportamenti di carattere xenofobo e razzista”. I comitati sono: “Ascoltare Santa Croce”, Caggiati-Santo Stefano, Gardenia, Porta e Via Emilia San Pietro, Reggio Civitas, Reggio Est Sicura, “Via Filzi e dintorni”.
Confermano che la loro attività “non ha mai evidenziato appartenenze e colorazioni politiche di nessun tipo essendo espressione della volontà dei cittadini di migliorare e far crescere la vivibilità del territorio del comune reggiano”.
Anche il nostro Gruppo consigliare ed il coordinamento provinciale di Forza Italia Reggio Emilia aderirà, senza bandiere, alla manifestazione pubblica indetta dai comitati per lunedì 12 giugno alle 21 a Reggio.

Forza Italia aderisce senza bandiere alla fiaccolata
Forza Italia aderirà senza bandiere alla fiaccolata come richiesto dai comitati. Scrive il capogruppo in consiglio comunale, Giuseppe Pagliani: “La giunta guidata da Luca Vecchi è allo sbando, priva di qualsiasi competenza tecnica ed amministrativa merita un segnale forte dalla città, l’integrazione tanto paventata e propagandata è assolutamente marginale, la gran parte delle zone della città con alta concentrazione di extracomunitari sono in balia di loro stesse. Borgo Emilio, la zona stazione, via Turri, Via Compagnoni sono territori abbandonati e frequentati di persone che non hanno nessun rispetto per la città che li ospita”.

E aggiunge: “La misura è colma e la città si deve ribellare, essendo i comitati, giustamente, privi di qualsiasi colore politico hanno il merito ed il diritto di manifestare e contestare l’abbandono di un territorio. Lo stesso problema lo si vive anche nei comuni della provincia, soprattutto nei comuni della bassa reggiana dove la percentuale di stranieri è doppia rispetto ad altri comuni della provincia”.

E conclude: “L’accoglienza è un obbligo morale e politico di tutti noi, la misura della stessa deve tenere conto delle effettive possibilità numeriche di ospitalità, la nostra città non è più nelle condizioni di poter ricevere nuovi migranti, questo è un concetto che Vecchi deve capire una volta per tutte ed i comitati civici hanno scelto la modalità più giusta per rappresentare il disagio dei reggiani già in forte difficoltà economica e sociale da anni”.