Bosch, approvato l’accordo sull’integrativo aziendale

Ben l'80 per cento dei lavoratori è stato favorevole a un testo che depotenzia il jobs act

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VEZZANO (Reggio Emilia) – Da un piano industriale che prevedeva 138 esuberi e precarizzava il lavoro, ad un accordo che garantisce 75 assunzioni di dipendenti somministrati e neutralizza gli effetti piu’ deleteri del jobs act. E’ il risultato ottenuto dai sindacati Fiom, Film e Uilm di Modena e Reggio Emilia alla Bosch Rexroth Oil Control, dove il testo dell’accordo sul rinnovo del contratto aziendale e’ stato approvato dai lavoratori con quasi l’80% dei voti.

L’intesa interessa 1.433 dipendenti nei 3 stabilimenti di Nonantola, Pavullo nel Frignano e Vezzano sul Crostolo. In dettaglio nelle 7 assemblee svolte, hanno votato 1.070 addetti (74,7%), di cui 852 si sono detti favorevoli. “La partecipazione cosi’ alta al voto- dicono Simone Selmi e Sergio Guaitolini della Fiom di Modena e Reggio Emilia e Alberto Zanetti della Uilm di Modena- e’ certamente importante per l’attenzione dei lavoratori sui contenuti dell’accordo e dimostra che il vincolo del voto dei lavoratori, previsto con accordo sindacale del 2013, ha rafforzato la partecipazione democratica sulle scelte relative a condizioni lavorative e normative in Bosch”.

Oltre ad alcuni aspetti di miglioramento del salario e dell’orario di lavoro, l’accordo ha consentito anche limitazioni al Jobs Act, in particolare sui licenziamenti individuali disciplinari e per giustificato motivo oggettivo. Nel primo caso il provvedimento dovra’ far riferimento alla proporzionalita’ del sistema sanzionatorio contenuto nel contratto nazionale. Nel secondo caso si avviera’ un percorso per trovare soluzioni alternative al licenziamento.

Il controllo a distanza (ad esempio installazione di impianti audio-visivi, sistemi gps e satellitari) sara’ inoltre possibile solo con accordo sindacale, a differenza di quanto previsto dalla legge, mentre sul demansionamento e’ previsto un confronto in commissione aziendale per soluzioni differenti. “Si tratta di un risultato importante raggiunto con una significativa modifica delle posizioni aziendali per attuare il ciclo continuo- aggiunge Selmi- considerando che solo a febbraio Bosch, presentando il nuovo piano industriale, aveva previsto nel corso del 2017 una riduzione della forza lavoro di 138 lavoratori nei tre stabilimenti”.

Per questo, chiude il sindacalista, “siamo particolarmente soddisfatti di questo accordo che e’ indubbiamente tra i piu’ innovativi nel panorama industriale italiano”.

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