Regeni, legale famiglia: “Da un mese silenzio oltraggioso”

I genitori del ricercatore italiano ucciso in Egitto erano oggi alla "School of democracy", promossa dal gruppo dei Socialisti e Democratici del Parlamento europeo. Pittella: "Si valuti stop ai rapporti con fra Europa ed Egitto"

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REGGIO EMILIA – Il silenzio delle autorita’ egiziane sulla vicenda della morte del ricercatore Giulio Regeni “sta diventando oltraggioso”. A dirlo e’ Alessandra Ballerini, legale dei genitori di Giulio – Paola e Claudio – che insieme alla famiglia del dottorando ucciso ha chiuso oggi a Reggio Emilia i lavori della “School of democracy”, promossa dal gruppo dei Socialisti e Democratici del Parlamento europeo e dal suo presidente Gianni Pittella.

“Da subito tutte le indagini sono partite con dei depistaggi – spiega il legale – e Giulio si e’ difeso con il suo corpo, con i suoi affetti, e con i suoi amici che hanno messo a disposizione degli investigatori italiani i loro computer e permesso di ricostruire tutta la sua ultima giornata. Noi possiamo difenderci dai depistaggi ma e’ difficile combattere i silenzi”. A questo proposito, denuncia Ballerini, “dall’ultima richiesta di rogatoria avanzata un mese fa, non abbiamo ricevuto nessuna risposta e ora questi silenzi cominciano a diventare oltraggiosi”.

Pittella: “Si valuti stop ai rapporti con fra Europa ed Egitto”
L’europarlamentare Gianni Pittella ha annunciato che chiedera’ formalmente ai vertici dell’Unione europea, come ha fatto lo stato italiano, di sospendere i rapporti diplomatici e politici con l’Egitto, per lanciare un segnale contro gli “atteggiamenti dilatori e fuorvianti delle autorita’ egiziane, che finora non hanno contribuito alla ricerca della verita’”. Pittella ha anche sottolineato “la forza, la costanza e la tenacia” dei coniugi Regeni nella ricerca della verita’ e la loro “grande maturita’ nel consigliare ai genitori di mandare i propri figli fuori di casa a conoscere altre culture”. Per questo, ha concluso il parlamentare europeo, “dobbiamo essere tutti con voi non solo per fare sterili celebrazioni, ma per diventare ‘seminatori di pace’ come Giulio, affinche’ diventi un simbolo di giustizia e di tutela dei diritti umani per tutti”.

Ha aggiunto Pittella: “Chiediamo formalmente che l’Unione europea, come ha fatto lo Stato italiano, sospenda le relazioni politiche e diplomatiche con l’Egitto. Mi assumo tutta la responsabilita’ di questa proposta, non sono solo io a decidere, ma per Giulio ‘portatore di pace’ penso che anche noi dobbiamo seminare la pace e fare tutto cio’ che e’ possibile fare”, dice Pittella.

L’omicidio
L’omicidio di Giulio Regeni e’ stato commesso in Egitto tra il gennaio e il febbraio 2016. Regeni, dottorando italiano dell’Universita’ di Cambridge, fu rapito il 25 gennaio 2016, giorno del quinto anniversario delle proteste di piazza Tahrir, e il suo corpo fu ritrovato il 3 febbraio successivo. Le condizioni della sua salma, ritrovata vicino al Cairo in un fosso lungo l’autostrada Cairo-Alessandria, hanno fatto pensare da subito a torture inflittegli.

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