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Punto nascite Castelnovo, Regione chiederà deroga

C'è uno spiraglio. L'assessore Venturi: la valutazione non è ancora conclusa. Pd e Si esultano

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CASTELNOVO MONTI (Reggio Emilia) – C’e’ uno spiraglio per i punti nascita appenninici a rischio chiusura, in particolare quelli di Borgo Val di Taro (Parma) e Castelnovo ne’ Monti (Reggio Emilia). Interpellato questa mattina in aula da diversi consiglieri, l’assessore regionale alla Sanita’ Sergio Venturi ha assicurato da un lato che la commissione tecnica incaricata di valutare le chiusure “non ha ancora terminato il proprio lavoro”, dall’altro ha garantito che in ogni caso verra’ chiesta la deroga alla commissione nazionale.

Inoltre Venturi ha assicurato “la piu’ ampia disponibilita’ a confrontarsi con le istituzioni e a raccogliere le istanze dei territori. Siamo consapevoli – ha detto- dell’importanza degli ospedali delle zone di montagna cosi’ come del loro valore sociale”.

Per questo la Regione ha deciso di investire 9 milioni di euro in piu’ sugli ospedali nelle zone di montagna. Resta comunque il fatto che sia l’ospedale di Borgo Val di Taro (124 parti lo scorso anno, col 28% di cesarei) sia quello di Castelnuovo (153, 20% di cesarei) sarebbero ben al di sotto degli standard previsti. E Venturi sottolinea che verranno adottate “modalita’ organizzative” tali da “garantire la sicurezza”. Soddisfatti comunque della risposta i consiglieri del centrosinistra.

Per Yuri Torri di Sinistra Italiana “c’e’ spazio per lavorare assieme ai territori e che al termine di questo percorso c’e’ la volonta’ di chiedere una deroga: un passaggio – ha detto-  mai chiarito prima e che diventa rilevante per i cittadini”. Alessandro Cardinali del Pd sottoscrive: “È positivo che l’assessore abbia dato risposta positiva in merito alla richiesta di deroga e abbia sottolineato l’importanza degli ospedali nelle zone di montagna dal punto di vista sanitario ma anche di quello sociale”.

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