Processo Aemilia: in aula le testimonianze della Cgil e delle istituzioni

Il sindacato è parte civile in Aemilia a causa degli episodi di caporalato, sfruttamento dei lavoratori e diritti violati dalla cosca ‘ndranghetista

REGGIO EMILIA –  Le testimonianze dei rappresentanti delle istituzioni e dei dirigenti sindacali della Cgil nella giornata di martedì prossimo saranno al centro del Processo Aemila in corso a Reggio.
L’udienza del 18 aprile infatti sarà dedicata alle testimonianze indicate dalle Parti civili: oltre a rappresentanti di diverse istituzioni, deporrà Luigi Giove, attuale segretario generale della Cgil Emilia Romagna, anche nella veste di ex segretario generale della Fillea Cgil (edili) regionale, insieme ad alcuni dirigenti delle due Camere del Lavoro territoriali di Reggio e Modena e a un esperto dell’Università di Milano Bicocca.
“Siamo in una fase del processo Aemilia molto importante – spiegano dalla CdL di Reggio -. Le ultime udienze sono state dedicate ad affrontare il tema del lavoro; gli episodi di caporalato e sfruttamento dei lavoratori emersi dall’indagine hanno messo in evidenza situazioni drammatiche e fino a poco tempo fa inimmaginabili in questa regione”.

Le testimonianze dei sindacalisti avranno l’obiettivo di “ribadire le ragioni per le quali le organizzazioni sindacali si sono costituite parti civili in questo importante processo di mafia e di argomentare il danno ad esse prodotto – diritti violati dei lavoratori, riduzione di capacità di rappresentanza sindacale, danno morale e democratico – dalla penetrazione della cosca ‘ndranghetista nel tessuto economico e sociale dell’Emilia Romagna”.

LE ISTITUZIONI.  Anche l’assessore regionale alle Politiche per la legalità Massimo Mezzetti e il presidente della Provincia, Giammaria Manghi, saranno sul banco dei testimoni nell’aula-bunker allestita nel cortile del Palazzo di giustizia. Ci saranno poi il al commissario prefettizio di Brescello e i sindaci di Reggio, Bibbiano, Gualtieri, Montecchio e Reggiolo, che si sono uniti nella causa alla Provincia e che sono rappresentati dall’avvocato Salvatore Tesoriero. E tanti altri primi cittadini saranno tra il pubblico per rappresentare anche fisicamente il fronte comune che vede tutte le istituzioni impegnate nel contrasto alle infiltrazioni mafiose. La Provincia e Comuni reggiani sono state ammesse al processo in veste di “persone offese e danneggiate rispetto a tutti i capi di imputazione che hanno ad oggetto i delitti commessi nel territorio del rispettivi enti o la cui manifestazione abbia comunque arrecato un danno all’ente stesso”.ità si ritengono danneggiate dalle condotte  criminose oggetto del processo, ma al tempo stesso ribadire la nostra volontà di ripartire e riaffermare i principi di legalità e di democrazia che hanno sempre contraddistinto questo territorio”.