Congresso Pd, Orlando al 40%: Reggio al top in Italia foto

Congresso Pd: Andrea Orlando a Reggio e provincia ha raccolto 1103 voti (40,24%, sopra alla media nazionale) e la vittoria in 17 circoli. Soddisfatti anche i Renziani

REGGIO EMILIA – I sostenitori di Andrea Orlando alla segreteria nazionale del Partito Democratico sono pronti a stappare lo spumante. Alla luce delle ultime convenzioni di circolo che si sono svolte nelle scorse ore (quelle in città nei circoli Reggio 4 e Reggio 6), quella di Reggio Emilia di caratterizza come una delle province italiane dove la proposta politica del ministro ha avuto più successo. E’ stata infatti superata la quota del 40%, conseguendo uno di risultati più alti in Italia (dove le percentuali si aggirano sul 60% a Renzi, 30% ad Orlando e 6% ad Emiliano). La festa si svolgerà stasera stasera alle 19,30 presso la sezione Pd di via Marsala (laterale di via Gorizia), in città.

In una nota ufficiale della Federazione provinciale del Pd – dove si ricorda che le assemblee erano riservate agli iscritti e sono finalizzate all’ammissione alle Primarie dei candidati alla Segreteria nazionale, candidati che poi verranno votati in Primarie aperte anche ai non iscritti – sono state diramati dati che diventeranno ufficiali solo lunedì (domani) dopo la riunione della commissione di garanzia che dovrà vagliare i verbali degli ultimi congressi. I voti validi espressi sono stati 2.741: ad Andrea Orlando è andato il 40%, a Michele Emiliano l’1% e a Matteo Renzi il 59%.
La fase successiva del Congresso del Partito Democratico prevede la Convenzione provinciale in cui si riuniranno i delegati eletti che si svolgerà il prossimo 5 aprile al circolo Pigal.

GLI ORLANDIANI – Il comitato “Reggio per Orlando” è capitanato di parlamentari Maino Marchi, Paolo Gandolfi e Antonella Incerti insieme all’assessore Matteo Panari, alla consigliera regionale Roberta Mori, ai sindaci Ilenia Malavasi, Emanuele Cavallaro, agli ex sindaci Ugo Ferrari e Sandro Venturelli; con loro, tra gli altri, Raffaele Leoni, gli assessori Pierluigi Saccardi, Roberta Ibattici, Valeria Montanari e Matteo Nasciuti. Il Comitato parla di “un risultato ben al di là delle aspettative… Decisamente una presenza forte, radicata sul territorio: altro che “testimonianza”, la mozione Orlando rappresenta una energia politica “vera” e determinante”.

Nel dettaglio, dopo gli ultimi congressi di stamane, sono stati raccolti 1103 voti raccolti, pari al 40,24% e la vittoria in 17 circoli. La mozione Orlando manderà almeno 142 delegati alla Convenzione Provinciale, ma dovrebbero essere diversi i delegati recuperati dal “tesoretto” di 54 seggi che verranno ripartiti in base ai resti tramite complicati calcoli.

Il Coordinamento Provinciale si è sobbarcato una maratona che non è ancora finita. Se la candidatura di Renzi era scontata e naturale, e il candidato può contare da anni su gruppi di simpatizanti strutturati, e se la candidatura di Emiliano nelle nostre terre non ha avuto prese, quella del Guardasigilli Orlando è venuta avanti nel periodo in cui nel Pd si consumava la dolorosa scissione di Bersani, D’Alema e co. Il risultato degli “orlandiani” è ancora più sorprendente e positivo, a Reggio, se si valuta proprio il numero di iscritti e militanti del Pd che hanno seguito i vecchi leader storici.

“Desideriamo ringraziare tutti coloro che, sul territorio e nei circoli, hanno dedicato le loro energie al raggiungimento di dati che spiegano come cresca, nel Pd, l’esigenza di costruire una alternativa alla rotta che stiamo percorrendo”, scrivono Coordinamento Provinciale riflettendo proprio sul modo in cui si sta andando a congresso: in modo rapido e privo di una conferenza programmatica (che Orlando ha scelto comunque di tenere l’8 di Aprile).

In ogni caso, i congressi hanno “dato la possibilità di fare udire tante voci fuori dal coro, nel Pd, prima di tutto preoccupate per il destino del Paese ancor prima di quelle del partito. Sappiamo bene come il lavoro dei sostenitori di Orlando sia stato fondamentale per arginare e dare una casa a tanti che nel Pd pensavano di non poterla più trovare, dopo una scissione dolorosa che per molti poteva rappresentare una resa. Ora continuiamo il cammino verso le primarie, certi che gli elettori hanno bisogno di noi”.

Dopo i veleni che agitano il Pd dalla campagna referendaria in poi, rinfocolati dalla scissione, il Congresso sino ad oggi ha avuto toni civili, grazie anche alla personalità di Orlando, uomo del fare più preoccupato di raccontare le proprie posizioni e raccogliere idee che dalla polemica. “Giudichiamo positivamente il clima in cui fino ad ora si è svolto il congresso – aggiungono dal Coordinamento reggiano – e desideriamo continuare il confronto nello stesso stile, certi che la democrazia sia prima di tutto nutrita da idee diverse, tutte indispensabili. Il popolo democratico sa che c’è bisogno di una svolta, di un cambio di rotta, per non consegnare il Paese ad anni senza speranza”.

Orlando, che sabato sera ha scelto Bologna per festeggiare le ultime ore di campagna congressuale, oggi pomeriggio è stato ospite di “In mezz’ora”, il programma di Lucia Annunziata su RaiTre, dove ha dichiarato tra l’altro (come si legge nel suo live twitting): “Io non voglio un partito della nazione, ma un partito riformista che rappresenti le istanze dei più deboli. Raccontiamo i successi dell’Italia ma anche chi non ce la fa perché senza ascoltarli non cambiamo la società”, invitando ad andare nelle periferie, a parlare a categorie come gli operai, gli infermieri, ecc. Ha poi affermato che prima di qualsiasi elezione è necessario modificare la legge elettorale. Il Pd, invece, oggi più che mai “dopo lo scontro permanente (dei mesi scorsi) ha bisogno di unità”.

I RENZIANI – Gli esponenti del Comitato “Reggio per Renzi – In Cammino” sono ovviamente soddisfatti e nelle scorse ore, quando ancora mancavano all’appello 9 congressi di circolo, sottolineavano come Renzi a Reggio e provincia abbia superato, in valore assoluto, il numero di voti raccolti durante le scorse primarie del 2013 quando furono 1.290 gli iscritti (su 3.046 voti validi) a sceglierlo.
“La cifra distintiva del Partito democratico – scrive in una nota il Comitato – è la partecipazione in prima persona di migliaia di cittadini che decidono di frequentare le riunioni di circolo, dibattono, esprimono la loro preferenza per un candidato segretario. I voti raccolti fin’ora dalla mozione Renzi-Martina, già ad oggi maggiori di quelli raccolti nel 2013, sottolineano un lavoro di apertura, inclusione, confronto iniziato da tempo che non può che renderci orgogliosi”.E poi aggiungono: “Si affermano come maggioritarie le idee per il paese emerse al Lingotto e si affermano un po’ ovunque sul territorio, in provincia così come in città. Ma non siamo interessati a festeggiare o esultare per un turno amichevole, le convenzioni così come le primarie, non vanno viste in un’ottica agonistica, ma come un sereno e pacato confronto tra compagni di uno stesso partito. I toni belligeranti, le disfide all’ultimo sangue non ci interessano, ma soprattutto non servono al Pd. Oggi portiamo a casa un buon risultato, una tappa di un lungo percorso che ci porterà alla sfida vera, quelle delle politiche”. Ringraziando poi il lavoro quotidiano di tantissimi militanti, concludono dicendo: “Pensiamo di sostenere e di collaborare all’affermazione dell’opzione migliore per andare oltre il partito algoritmo e il partito azienda: il binomio Renzi-Martina e l’idea di un partito autenticamente plurale, in cui ci auguriamo che anche Orlando ed Emiliano possano giocare un ruolo fondamentale… Le convenzioni nei circoli hanno messo in mostra un partito vivo, che fa della dialettica la sua ragione esistenziale, abbiamo apprezzato la passione e la qualità degli interventi a favore di Orlando. Non siamo il partito delle correnti, ma il partito che pratica la democrazia partendo dalla base”.