Pd manifesta con soci cooperative, è polemica

Vinci e Mussini attaccano: "Intervento tardivo e grottesco"

REGGIO EMILIA – Il tema coop fallite infiamma la politica reggiana. A manifestare con i soci prestatori che hanno perso nei crac i loro risparmi, infatti, c’erano oggi, oltre a Carlo Veneroni di Articolo 1-Mdp, e al consigliere regionale di Sinistra italiana Yuri Torri, anche il segretario provinciale del Pd di Reggio Emilia Andrea Costa, la parlamentare Antonella Incerti e la consigliera regionale Roberta Mori.

La presenza dei democratici finisce pero’ nel mirino della Lega Nord che afferma: “Risulta quanto meno grottesca la decisione del Pd di scendere in piazza con i soci lavoratori delle cooperative che sono crollate sotto una montagna di debiti. Se non fosse reale si dovrebbe pensare ad una triste barzelletta”. Per il segretario del Carroccio emiliano Gianluca Vinci, infatti, “nel corso di tutti questi anni il centro sinistra e il Pd, che e’ il maggior partito all’interno di questa area, hanno sempre esaltato il modello emiliano di fare cooperazione, senza accorgersi che tutto questo si fondava su fondamenta instabili: era un gigante dai piedi di argilla che infatti non ha retto ed e’ crollato facendo perdere migliaia di risparmi a centinaia di persone che ora vedono nubi oscure nel loro futuro”.

Vinci chiede poi se i risparmiatori rivedranno i loro soldi, dove fosse il Pd quando tutto questo accadeva e perche’ non e’ intervenuto. “Queste sono le domande che dovrebbero essere poste ai rappresentanti del Pd che oggi hanno il coraggio di scendere in piazza con i lavoratori e soci”. Insomma, chiude Vinci, “le cooperative erano il fiore all’occhiello della sinistra e ora la stessa sinistra scende in piazza contro di esse. Mossa propagandistica o senso di colpa?”.

La senatrice Maria Mussini, vicepresidente del Gruppo misto, parla di una “tardiva e impacciata” presa di posizione del Pd locale. E afferma: “Piu’ che scendere in piazza, qui si tratta di definire subito una legge che colmi il vuoto normativo della tutela del risparmio cooperativo e della sua tracciabilita’, un nodo che finora nessun Governo ha voluto affrontare”. Secondo Mussini infatti “il prestito dei soci cooperativi deve essere equiparato al risparmio depositato presso le banche, mutuandone le medesime misure di tutela per il prestatore”.

Parallelamente pero’ “occorre tracciare i movimenti di denaro di tutte le societa’ cooperative, comprese le coop consumo, costringendole a rientrare nei limiti della vigilanza bancaria e dunque nel controllo dell’autorita’ competente, cioe’ Banca d’Italia”, conclude la parlamentare.