Operaio di 20 anni muore schiacciato da una lastra di metallo

L'incidente oggi pomeriggio alla Ironcastings di Mancasale. La Fiom-Cgil: "Sorgono interrogativi sulla formazione effettuata e sul rispetto di tutte le norme di sicurezza"

REGGIO EMILIA – Un operaio di vent’anni, Vincenzo Romano, è morto, oggi pomeriggio verso le 15, per un infortunio sul lavoro avvenuto nella zona industriale di Mancasale nella fonderia Ironcastings di via Napoli. Il giovane è stato schiacciato da una pesante lastra di metallo che, per cause ancora in corso di accertamento, gli è finita addosso.

Sul posto gli agenti della polizia di Reggio e i tecnici della Medicina del lavoro, oltre ai sanitari del 118 che non hanno potuto fare altro che constatare il decesso del ventenne. Romano, che è residente a Treviso ma originario di Napoli, insieme ad alcuni colleghi, stava facendo manutenzione ai macchinari nella ditta per conto dell’azienda Alessandrini Graziano srl di Treviso.

Dal macchinario si è staccata una lastra che ha schiacciato il ragazzo. Ora il corpo di del giovane è all’obitorio del Santa Maria Nuova, a disposizione del pubblico ministero, che deciderà se sequestrare i macchinari e fermare l’attività. Spetterà poi all’Ausl capire se siano o meno state adottate tutte le misure di sicurezza.

La Fiom-Cgil: “Sorgono interrogativi sulla formazione effettuata e sul rispetto di tutte le norme di sicurezza”
Sulla vicenda interviene la Cgil che scrive: “Siamo ancora una volta a dover registrare un drammatico infortunio sul lavoro che ha causato la morte di un giovane lavoratore di 21 anni, Vincenzo Romano.  Oggi pomeriggio, poco dopo le 15, alla fonderia Iron Castings del villaggio industriale di Mancasale a Reggio Emilia, ha perso la vita un giovane dipendente della ditta di manutenzione Alessandrini Graziano srl di Treviso. L’infortunio mortale è avvenuto mentre il giovane svolgeva lavori di manutenzione su un macchinario aziendale  dal quale si è staccata una parte che pare  lo abbia colpito e avrebbe causato la morte. La dinamica precisa è al vaglio degli organismi investigativi preposti, che dovranno verificare eventuali responsabilità. Drammatico dover constatare che ancora una volta un luogo di lavoro si è trasformato in luogo di tragedia. Senza volere anticipare le verifiche e le indagini dei tecnici della Medicina del lavoro e degli organi di Giustizia, fa sorgere inquietanti interrogativi il fatto che l’infortunio sia accaduto ad un lavoratore di una ditta esterna e molto giovane. Sorgono interrogativi sulla formazione effettuata e sul rispetto di tutte le norme di sicurezza, visto che spesso troppo spesso la competitività viene giocata anche sulla mancata formazione antinfortunistica dei lavoratori e sul non rispetto di tutte le norme per ridurre i tempi e quindi i costi. Ciò che purtroppo è certo è che un giovane lavoratore ha perso la vita sul lavoro. Il lavoro dovrebbe essere l’emancipazione della persona, la sua realizzazione, per questo ragazzo è stata causa della sua morte. Alla famiglia del giovane lavoratore vanno  da parte della Fiom di Reggio Emilia le più sentite condoglianze e la totale  disponibilità al supporto affinchè vengano effettuati tutti i riscontri per individuare eventuali responsabilità”.