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Landi Renzo, Musi nominato amministratore delegato

L’assemblea dei soci di Landi Renzo ha approvato il bilancio dell’esercizio 2016, chiuso con un una perdita netta di circa 26 milioni di euro. Ceduto ramo d'azienda per un valore di 5,7 milioni

REGGIO EMILIA – L’assemblea dei soci di Landi Renzo ha approvato il bilancio dell’esercizio 2016, chiuso con un una perdita netta di circa 26 milioni di euro (in riduzione rispetto ad una perdita di 35,6 milioni di euro nel 2015), che sarà ripianata mediante l’utilizzo della riserva straordinaria e della riserva sovrapprezzo azioni. Inoltre, l’assemblea ha aumentato da otto a nove il numero dei consiglieri di amministrazione. Infine, i soci hanno rinnovato il piano di acquisto e disposizione di azioni proprie, fino a un ammontare massimo del 20% del capitale.

Dal bilancio consolidato 2016 risulta che i ricavi consolidati sono stati pari a 184,2 milioni di euro, in calo rispetto ai 205,5 milioni di euro nel 2015. L’Ebitda normalizzato è pari a 2,7 milioni di euro (5,8 milioni di euro nel 2015). L’indebitamento finanziario netto è pari a 75,7 milioni di Euro rispetto agli 87,1 milioni di Euro del terzo trimestre 2016 e ai 59,5 milioni di Euro di fine 2015.

Il Cda che  si  è  riunito  sotto  la presidenza di Stefano Landi ha nominato Cristiano Musi, già direttore generale, amministratore delegato conferendogli tutte le deleghe operative. Stefano Landi rimane presidente esecutivo del Consiglio.  Musi ha detto: “E’ per me un momento di grande emozione. Sono molto onorato di essere nominato Amministratore Delegato di un Gruppo con oltre 60 anni di storia tutt’ora leader a livello mondiale nel suo settore. Sono molto grato agli azionisti, al CDA e al Presidente Landi, persona  straordinaria  e  per  me  importantissimo  punto  di  riferimento,  per  la  fiducia  che  mi  hanno concesso.”

Prosegue Musi: “Vengo con grande umiltà, consapevole delle sfide che ci aspettano, ma anche consapevole del grande potenziale del nostro Gruppo. In questi primi quattro mesi di lavoro ho trovato colleghe e colleghi capaci, motivati, che si sono messi in discussione e con i quali stiamo lavorando in modo proficuo al piano di riorganizzazione e rilancio. Credo molto nel valore e nella forza della squadra e nel Gruppo Landi ho trovato una vero senso di appartanenza e voglia di lavorare insieme.”

Continua Musi: “Il mercato automotive sta attraversando un momento di grande trasformazione ed il nostro Gruppo anche. Siamo consapevoli delle difficoltà che ci aspettano, ma soprattutto siamo sicuri e convinti che abbiamo tutte le leve ed il potenziale per tornare ad essere un Gruppo capace di creare valore per tutti gli azionisti e tutti gli stakeholders.”

Ceduto ramo d’azienda per un valore di 5,7 milioni
La cessione del ramo d’azienda di Landi Renzi, gia’ annunciata lo scorso 20 aprile, inizialmente avra’ un impatto negativo sul bilancio di circa 500mila euro, ma successivamente portera’ notevoli benefici ai conti dell’azienda. Cosi’ spiega la nota di Landi Renzo, che ricorda che il closing della cessione al gruppo Avl e’ previsto entro fine luglio 2017, anche se sospensivamente condizionato al completamento di alcune attivita’ prodromiche alla cessione secondo la prassi di mercato, ivi inclusa la conclusione dell’attivita’ di due diligence legale e tecnica da parte dell’acquirente.

Nel dettaglio l’accordo prevede che il corrispettivo della cessione sia pari a 5,7 milioni di euro al lordo delle passivita’ trasferite stimabili per circa 100mila euro, e che lo stesso sia corrisposto in piu’ tranche. Tale somma costituisce solo quota parte dell’investimento complessivo che Avl effettuera’ nell’acquisizione e nello sviluppo del ramo d’azienda. L’operazione avra’ un impatto negativo per circa 500mila euro sul bilancio 2017, per la minusvalenza sul valore di libro degli asset trasferiti, con un impatto positivo per circa un milione di euro a livello di cassa.

Ma, a partire dal 2018, avra’ un impatto fortemente positivo per la riduzione dei costi fissi, con un miglioramento dell’Ebit di circa 3 milioni di euro su base annua e dell’Ebitda di circa 1,5 milioni di euro annui a parita’ di perimetro, nonche’ un impatto positivo di circa 2 milioni di euro annui a livello di gestione finanziaria (minori costi e pagamento del prezzo). La cessione del ramo consente inoltre di ridurre gli investimenti su base annua di una cifra tra 500.000 e 700mila euro necessari per mantenimento e upgrade delle attrezzature cedute.