Fatture false, la procura chiede rinvio a giudizio per Casoli

L'ex presidente di Unieco è indagato insieme a 43 artigiani che avrebbero emesso fatture fittizie per far pagare meno tasse alla coop

REGGIO EMILIA – La procura di Reggio ha chiesto il rinvio a giudizio per 44 persone fra cui Mauro Casoli, ex presidente di Unieco all’interno di un’indagine su presunte false fatturazioni emesse da artigiani nei confronti della coop. Secondo l’accusa le fatture fatte dai 43 artigiani sarebbero servite per pagare meno tasse a fine anno e i lavori sarebbero stati in parte inesistenti nella realtà.

L’indagine – che sarebbe iniziata 3 anni fa e sarebbe oggi alle battute finali – coprirebbe un periodo che va dal 2008 al 2010, e 1,7 milioni di false fatture (più circa 240mila euro di Iva), emesse da una quarantina di imprenditori calabresi, anch’essi finiti sotto inchiesta. Tra i nomi eccellenti Antonio Oliviero, Alfonso Mendicino e Carlo Trento (coivolti nell‘inchiesta Aemilia), e l’ex presidente di Unieco Mauro Casoli, uno dei pilastri della cooperazione reggiana, per un ventennio ai vertici della coop rossa di costruzioni.

Casoli è indagato per dichiarazione fraudolenta mediante uso di fatture per operazioni inesistenti in quanto legale rappresentate della cooperativa all’epoca dei fatti. Il reato sarebbe stato commesso non per vantaggi personali ma a vantaggio della coop e in concorso con 43 artigiani. Questi ultimi indagati sarebbero per lo più calabresi titolari di imprese del settore edile, legate al “Consorzio Artigiani Muratori” (Cam) di Reggio Emilia, già oggetto delle attenzioni delle Fiamme Gialle e dell’Agenzia delle Entrate.