Edilizia e coop, Bosi: “Lavoriamo a un polo delle costruzioni regionale”

Il presidente di Sicrea sta lavorando a una megacoop edile da 150-200 milioni di fatturato: "Abbiamo bisogno di finanziamenti da Coopfond. Dopo Pasqua presenteremo il progetto"

REGGIO EMILIA – Una soglia di 150-200 milioni di fatturato, un finanziamento da Coopfond e uno sguardo che non si fermerà solo a Modena e Reggio, ma guarderà anche ad est, verso la Romagna. E’ l’identikit della nuova megacoop edile che è pronta a raccogliere l’eredità dei colossi crollati sotto i colpi della crisi edilizia, in primis Coopsette e Unieco. Il regista sarà Luca Bosi, vicepresidente di Legacoop Emilia Ovest, ma soprattutto, in questa veste, presidente di Sicrea Group Spa che nasce dalle ceneri dei crack di Cdc, Orion e Cmr e che sta cercando di rimettere insieme i pezzi dell’edilizia cooperativa.

Dice Bosi a Reggio Sera: “Questa idea è stata lanciata in tempi non sospetti. Non ci sono legami particolari con gli esiti che ha imboccato la vicenda di Unieco che non accelera e non decelera il lavoro in corso. Noi siamo al lavoro da mesi. Una progettazione che si divide in due fasi: una più recognitiva, di analisi e una di proposta”.

La fase ricognitiva, che terminerà dopo Pasqua, serve per capire meglio come è oggi il mercato delle costruzioni, quali saranno le ripercussioni del nuovo codice degli appalti e dove sta andando il mercato. Dice Bosi: “Stiamo guardando come sono andati i competitors in ambito privato e cooperativo e abbiamo visto che le aziende che hanno tenuto sono quelle di medie dimensione che avevano certe specializzazioni. Un’azienda di piccole dimensioni fatica molto in questo mercato. La soglia di fatturato giusta è fra i 150 e i 200 milioni di fatturato (Sicrea si aggira sui 100, ndr) con una quota di lavoro soprattutto in Italia. Chi lavora all’estero sono le grandi aziende. Lì hai bisogno di dimensioni più grandi”.

Per dare corpo a questa esperienza serviranno anche finanziamenti. Continua il presidente di Sicrea: “Bisogna che Coopfond ci dia una mano, dato che gli investimenti in innovazione sono fondamentali in questo settore. Faccio un esempio. Per avere il Bim (Building information modeling, ndr) ci vogliono 400mila euro di investimento. Tutto oggi passa attraverso l’informatica. Chiuderemo questa fase dopo Pasqua e poi elaboreremo un’ipotesi facendo una proposta concreta dato che crediamo molto a questo progetto”.

Bosi guarda in primis a Unieco. Dice: “Di Unieco non so cosa potrebbe entrare in questo nuovo polo della costruzioni. Si tratta di capire come il liquidatore vorrà gestire quello che c’è lì dentro. Tecton, sicuramente, è uno di quei soggetti a cui sottoporremo questa proposta. Faremo altrettanto con la cooperativa Buozzi e Nau di Parma. Ci tengo a precisare che questo è un progetto emiliano che ha l’ambizione di essere anche emiliano-romagnolo. Bologna è un’area su cui è bene fare riflessioni e dobbiamo puntare anche alla Romagna, tolta la Cmc che è un colosso. Dobbiamo guardare anche ad est dove c’è un problema di assenza cooperativa”.