Crisi Unieco, la Cgil accusa la cooperazione

Mattioli e Maurizzi: "Per anni nostre denunce sono rimaste inascoltate". Il 14 aprile nasce il comitato soci

REGGIO EMILIA – I soci prestatori e sovventori di Unieco si riuniscono in assemblea il 14 aprile per costituire un comitato a tutela dei propri interessi dopo la messa in liquidazione del colosso cooperativo dell’edilizia. L’appuntamento e’ nella sede della Cgil di Reggio Emilia (alle 11). Un consulente legale di Federconsumatori illustrera’ gli aspetti giuridici della procedura che d’ora innanzi riguardera’ Unieco. A seguire verranno presentati i momenti di iniziativa politica e di pressione nei confronti della Legacoop e del Parlamento, finalizzati alla restituzione del prestito sociale perso, annunciati dall’associazione nei giorni scorsi.

La Cgil: “Da anni denunciamo la situazione di crisi del settore”
Anche la Cgil regionale interviene sulla vicenda: “Ci  preme precisare che da anni abbiamo denunciato una situazione del comparto della Cooperazione edile (edilizia – laterizi – legno) per la quale era necessario intervenire urgentemente per evitare un disastro economico e sociale. Una denuncia rimasta inascoltata dai più e tacciata come il “solito allarme disfattista” della Cgil. Abbiamo coinvolto la Regione Emilia Romagna, che ha svolto un ruolo propositivo, il Mise, che si è limitato a registrare la situazione, ma da parte della Cooperazione, già dal 2013, ci siamo trovati di fronte all’atteggiamento del “si salvi chi può””.

Aggiunge la Cgil: “Nel corso di questi anni i gruppi dirigenti delle diverse Cooperative (Coopsette, Orion, Cmr, Cesi, Iter, Unieco solo per citarne alcune ..), invece di lavorare per ricercare soluzioni condivise e utili a salvare il settore e l’occupazione, si sono chiusi a riccio nel loro “orticello”, producendo effetti devastanti sul futuro delle aziende con danni insopportabili per i lavoratori. In ogni caso abbiamo più volte chiamato la cooperazione ad un confronto sul modello produttivo e quindi sul futuro delle varie cooperative, riscontrando l’incapacità di fare sistema nel coordinare le diverse realtà. In realtà un vero confronto su quali strumenti utilizzare per salvare l ‘occupazione e che strumenti finanziari utilizzare per sostenere la riorganizzazione delle imprese non è mai stato fatto concretamente. Nel corso di questi anni tutte le iniziative che si sono intraprese, accompagnate dalla mobilitazione dei lavoratori, hanno trovato un “silenzio assordante” da parte di chi in prima persona, le Cooperative, doveva intervenire”.

Conclude il sindacato: “Oggi assistiamo alla crisi Unieco senza avere a disposizione strumenti legislativi per la tutela dei lavoratori e soci-lavoratori, con chi cerca di imputare responsabilità ai lavoratori e al sindacato, dimenticandosi che proprio noi sostenevamo la necessità di cambiare rotta e di non metter la testa sotto la sabbia. Per quanto ci riguarda non abbiamo nessuna intenzione di essere paragonati a chi ha responsabilità precise nella crisi della cooperazione”.