Crack Unieco, Vecchi: “Da analizzare, ma ci sono pure Artoni e Manodori”

Il sindaco al convegno sulla legalità: "Sbaglia chi dice che le coop non devono diventare grandi. Ma vanno ridefiniti i sistemi di governance e i rapporti tra la base dei soci e i dirigenti"

REGGIO EMILIA – “Non ci sarà un futuro a Reggio senza le cooperative e i valori cooperativi. Analizziamo a fondo la vicenda di Unieco, ma analizziamo anche le vicende di Terex, Artoni, Fantuzzi-Reggiane, ex Bipop-Carire, il depauperamento della Fondazione Manodori”.

Lo ha detto il sindaco Luca Vecchi nel suo intervento stamattina al convegno “Economia, comunità, lavoro – Uniti nella legalità”, in corso al centro Internazionale Malaguzzi. Un incontro durante il quale si è cercato di analizzare Perché l’Emilia è stata presa di mira da una infiltrazione così strutturata della malavita organizzata e perché non c’è stata sufficiente allerta.

Ha aggiunto Vecchi: “Sbaglia profondamente chi dice che le cooperative non devono diventare grandi. Ma vanno ridefiniti i sistemi di governance, vanno ridefiniti i rapporti tra la base dei soci e i dirigenti. Bisogna istituire un limite alla pluralità dei mandati per i dirigenti cooperativi. Ora il mio pensiero e il mio impegno vanno ai dipendenti di Unieco che hanno perso il lavoro e ai soci, che recupereranno solo una parte dei loro crediti”.

Al centro dell’iniziativa di oggi l’indagine conoscitiva svolta dal professor Nando Dalla Chiesa, presidente onorario di Libera, con la dottoressa Federica Cabras, membro del suo gruppo di lavoro con cui sviluppa ricerche a livello nazionale in tema di infiltrazioni criminali. Il progetto nasce dalla collaborazione tra la centrale cooperativa, Libera e Istituto Cervi.