Crack Unieco, lo Spi Cgil: “Coop, dirigenti aiutati, dipendenti no”

Lettera di solidarieta' a dipendenti ed ex lavoratori delle cooperative reggiane fallite. Il vescovo: "Vicinanza ai soci prestatori"

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REGGIO EMILIA – “Per i dirigenti delle aziende ‘morte’ sono state trovate soluzioni piu’ che dignitose, per usare un eufemismo. Non e’ stato cosi’ per la maggior parte dei dipendenti e questo lascia l’amaro in bocca e genera una rabbia che puo’ confluire nel fiume del populismo di ultima generazione che si sta gonfiando”.

Lo afferma Marzia Dall’Aglio, segretario dello Spi-Cgil di Reggio Emilia, in una lettera di solidarieta’ a dipendenti ed ex lavoratori delle cooperative reggiane fallite, che hanno perso del tutto o in parte il prestito sociale conferito. Su quanto avvenuto il sindacato annuncia battaglia e sollecita i vertici cooperativi e la politica “ad assumere l’impegno, dovuto ai lavoratori, ai pensionati delle cooperative, all’intera comunita’ reggiana di un progetto credibile di rinascita”.

Opzione che anche lo Spi verifichera’ “in ogni ogni occasione possibile facendo contare autorevolezza e numeri della nostra organizzazione”. Scrive Dall’Aglio: “Centinaia di uomini e donne che avevano riposto la loro piena fiducia nel sistema cooperativo conferendo i loro risparmi, e, spesso, quelli delle loro famiglie, sono stati traditi ed hanno perso del tutto o in parte i loro risparmi sui quali confidavano per poter trascorrere una vecchiaia serena”. Alla “gravissima perdita materiale- evidenzia inoltre il segretario- si aggiunge quella del venir meno della certezza di poter contare sui valori di un sistema, quello cooperativo, che avrebbe dovuto garantire la dignita’ del lavoro e la partecipazione dei soci alle decisioni delle aziende”.

“Intere generazioni- prosegue il segretario- hanno creduto nel movimento cooperativo, uomini e donne che pensavano, ed io ero tra questi, che la cooperazione potesse rappresentare una alternativa moralmente superiore al sistema capitalistico privato ed economicamente compatibile con lo sviluppo dei nostri territori”. Nel default delle coop, lo Spi-Cgil ammette che “il ruolo della crisi economica e’ stato indubbiamente rilevante”, ma non fa sconti. “Sbaglieremmo se non considerassimo, in tutta la loro gravita’, gli errori commessi dai gruppi dirigenti delle cooperative che non hanno avuto remore nell’affrontare con estrema superficialita’ le difficolta’ economiche delle aziende con gli stessi mezzi in uso da parte dell’imprenditoria capitalistica d’assalto”, attacca il sindacato.

Come risultato, prosegue la missiva, “si sono perduti centinaia di posti di lavoro, intere zone della nostra provincia si sono ritrovate piu’ povere ed e’ andata in fumo una ricchezza economica e culturale invidiabile. Intanto a fronte di questa triste realta’, siamo costretti ad assistere al penoso e irresponsabile rimpallo di accuse tra i gruppi dirigenti della cooperazione che, invece di ricercare soluzioni per la rinascita delle aziende e tentare di ridare credibilita’ al sistema cooperativo si perdono in polemiche interne astiose nel tentativo di individuare un capro espiatorio”. Per Dall’Aglio, tuttavia, “c’e’ ancora tempo per porre rimedio alla situazione, dare un futuro alla cooperazione e offrire dignitose e durature soluzioni ai lavoratori e agli ex lavoratori che hanno perso i loro risparmi. Uniamo tutte le forze disponibili per provarci”.

Il vescovo: “Vicinanza ai soci prestatori”
Vicinanza ai soci prestatori che hanno perso i risparmi nei crac delle cooperative arriva anche dal vescovo di Reggio Emilia Massimo Camisasca. Pur non entrando “in questo momento nel merito delle cause che hanno provocato una crisi cosi’ radicale di parte del sistema cooperativo”, il vescovo “esprime la propria vicinanza alle persone colpite nei loro beni piu’ cari e alle loro famiglie”. Allo stesso tempo chiede “che tutto il possibile venga fatto per risarcire coloro che hanno perduto i propri risparmi e, con essi, tanta parte della loro fiducia nella vita”. Camisasca, infine, spera che “il sano tessuto economico produttivo del nostro territorio possa offrire una nuova opportunita’ di lavoro a coloro che, in seguito a questa crisi, vengono improvvisamente a trovarsi senza piu’ risorse e impiego”.

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