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Cinque milioni di italiani espatriati: guida su come trasferirsi all’estero

Obblighi da expat: documenti e iscrizione all’Aire. Come traslocare all’estero e cosa fare una volta arrivati

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REGGIO EMILIA – Avvincente? Molto. Stressante? Altrettanto. Il trasferimento all’estero significa affrontare un momento sempre ricco di gioie e di dolori, di premi legati all’aspetto professionale e a nuove amicizie, ma anche di addii e arrivederci molto dolorosi. Ma la questione dell’espatrio non si esaurisce qui: i vantaggi sono immensi e riguardano soprattutto la possibilità di diventare cittadini del mondo indipendenti e felici. Ma anche gli svantaggi sono molto numerosi, legati ad esempio alla separazione dagli affetti familiari e dal partner, ad una fase di ambientamento mai facile, alle barriere linguistiche e ovviamente al trasloco. Cinque milioni di italiani, però, ce l’hanno fatta: il che significa che le difficoltà sono ampiamente superabili, e che valgono per intero il prezzo di un biglietto aereo di sola andata.

Obblighi da expat: documenti e iscrizione all’Aire
I fattori da considerare durante il trasferimento all’estero sono tantissimi, a partire dalla documentazione e dalla obbligatoria iscrizione all’Aire (Anagrafe Italiani Residenti all’Estero). Per quanto concerne i documenti, assicuratevi di avere tutte le carte in regola: carta d’identità e passaporto aggiornati, ed eventuali permessi di soggiorno richiesti da stati come ad esempio gli USA, il Canada e l’Australia. Ad ogni modo, è sempre consigliabile rivolgersi ai consolati in Italia per avere una lista definitiva della documentazione. E l’Aire? L’iscrizione all’anagrafe è obbligatoria anche all’estero, soprattutto se avete intenzione di superare 12 mesi di permanenza: lo stesso discorso, dunque, vale anche per i lavoratori stagionali. I vantaggi dell’iscrizione all’Aire? Il mantenimento del diritto di voto e la possibilità di chiedere assistenza ai consolati italiani.

Come traslocare all’estero?
Sono mille e più i fattori da considerare quando traslocate: dalla necessità di preparare valigie e pacchi con largo anticipo, fino ad arrivare allo studio del clima e alle decisioni relative all’abbigliamento. Nel caso dei trasferimenti all’estero, poi, le difficoltà aumentano: sia per la distanza che per le leggi e le culture di certi paesi, che proibiscono ad esempio di portare oggetti o materiali particolari. Spesso, poi, chi va all’estero cura con poca attenzione il budget: considerando che i primi stipendi arriveranno dopo un mese, meglio partire con una cifra in grado di coprire le spese. E dichiarandola alle dogane in presenza di cash, per evitare multe e sequestri. Nel caso in cui voleste avere più tempo da dedicare alla programmazione della vostra nuova vita, meglio rivolgervi ad agenzie come Blissmoving, i cui servizi rendono decisamente più semplice e piacevole traslocare all’estero.

Cosa fare una volta arrivati?
Innanzitutto la casa: qui è meglio arrivare già preparati, con un’idea sul quartiere e con qualche contatto preso già dall’Italia. In caso contrario, meglio soggiornare in un ostello per qualche giorno, e nel mentre guardarvi in giro alla ricerca dell’abitazione perfetta. Se poi avete degli amici lì, meglio ancora: a questo punto avrete risolto ogni problema, avendo chiesto a loro di informarsi per conto vostro e di valutare la convenienza dell’affitto. Altri consigli? Aprite un conto corrente internazionale, verificate la validità della vostra patente di guida in quel paese e cominciate a girare il quartiere alla ricerca di servizi, farmacie, supermercati e – perché no – qualche locale o pub.

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