Ciclista investita e uccisa, il pirata della strada si è costituito

E' un 50enne residente in val d'Enza che ha detto che non si sarebbe accorto di nulla e avrebbe proseguito la marcia pensando di aver urtato un gatto o un capriolo

REGGIO EMILIA – Si è presentato e costituito oggi pomeriggio, intorno alle 16, al comando di Polizia municipale di Reggio Emilia, l’automobilista che sabato sera in via Teggi, alla guida di una Fiat Sedici, ha investito e ucciso la ciclista Luzia Klein. E’ un cittadino italiano di 53 anni, agente della penitenziaria, residente in Val d’Enza. Accompagnato dall’avvocato Federico De Belvis, l’uomo si è assunto la piena responsabilità di quanto accaduto.

Secondo le prime dichiarazioni rilasciate – ma la dinamica dei fatti è ancora al vaglio degli agenti della Polizia municipale reggiana – il conducente non si sarebbe accorto di nulla e avrebbe proseguito la marcia pensando di aver urtato un gatto o un capriolo. Sempre secondo le spiegazioni dell’uomo, solo ascoltando l’edizione domenicale dei telegiornali avrebbe compreso pienamente la gravità dell’incidente e maturato l’idea di consegnarsi.

Stasera gli agenti hanno ritirato la patente del cinquantenne e posto sotto sequestrato la Fiat Sedici blu metallizzato, ancora custodita nel garage della sua abitazione. Le dichiarazioni dell’automobilista sono al vaglio degli agenti e del sostituto procuratore Isabella Chiesi, al fine di stabilire l’esatta dinamica dei fatti e il comportamento del conducente prima e dopo il tragico impatto.

La pressione mediatica attorno all’investitore, le ricerche incessanti dell’auto che per quasi 48 ore hanno tenuto impegnate diverse pattuglie della Municipale e gli elementi circostanziali in mano agli operatori del Comando di via Brigata Reggio hanno stretto il cerchio attorno all’uomo, consentendo di guardare alla tragica scomparsa di Luzia Klein attraverso la luce della verità.

In attesa delle decisioni del magistrato e delle verifiche tecniche sulle prove raccolte, la Polizia municipale ha denunciato a piede libero il conducente per i reati di omissione di soccorso e omicidio stradale.

Luzia Klein, seconda da sinistra, con il marito e i figli (foto da profilo Facebook Sergio Sacchini)

Luzia Klein, seconda da sinistra, con il marito e i figli (foto da profilo Facebook Sergio Sacchini)

Originaria di Colonia, in Germania, medico osteopata, Luzia Klein era insegnante di tedesco all’istituto Russell di Guastalla. Il marito, Sergio Sacchini, 53 anni, lavora all’azienda Irriland. Oltre al marito la donna lascia anche i figli Milena, Claudio e Sofia, di 20, 21 e 23 anni con cui viveva a Barco.