Welfare, credito di 2,5 milioni per le fragilità sociali

Esce il bando della Fondazione grazie a un'intesa con Banca Prossima. lLa Fondazione Manodori attiva un nuovo canale di finanziamento per il terzo settore e fa da garante

REGGIO EMILIA – Con un nuovo strumento, finora unico nel suo genere, la Fondazione Manodori attiva un nuovo canale di finanziamento per il terzo settore e gli operatori del welfare del territorio. Si tratta dell’accordo stretto con “Banca Prossima” (del gruppo Intesa SanPaolo) che apre per le realta’ no profit reggiane linee di credito per 2,5 milioni da restituire in 10 anni a tassi di interesse agevolati.

A fare da garante per i prestiti sara’ la Manodori, con un specifico fondo di 500.000 euro, per accedere al quale e’ aperto da oggi un bando sul sito www. fondazionemanodori.it. I progetti presentati dalle realta’ del territorio saranno sottoposti ad una duplice verifica: prima da una commissione della fondazione che ne valutera’ le ricadute sociali e “presentera’” alla banca i soggetti piu’ “meritevoli” e poi dell’istituto di credito sulla sostenibilita’ finanziaria delle iniziative.

L’obiettivo del progetto “Cre.s.co-credito per lo sviluppo delle comunita’” e’ in particolare appoggiare le proposte rivolte alle fasce piu’ deboli della popolazione, con particolare attenzione all’inclusione e all’integrazione di soggetti a rischio di emarginazione sociale, all’inserimento dei giovani e delle donne nell’ambito professionale, e all’avvio di imprese sociali o culturali. “E’ uno degli strumenti innovativi che la Fondazione Manodori, dopo il bando per i progetti condivisi con il territorio e la partecipazione al bando nazionale sulle poverta’ educative ha proposto in questi mesi a sostegno delle fragilita’ sociali diffuse”, dice il presidente della Fondazione Gianni Borghi.

“In un momento delicato e complesso come quello che stiamo attraversando – aggiunge Borghi – riteniamo che possa essere di particolare interesse per chi interviene sui bisogni piu’ rilevanti riuscire a far decollare progetti a favore della comunita’ con un supporto per ottenere la liquidita’ necessaria e che moltiplica fino a cinque volte il fondo stanziato dalla fondazione”. Altro vantaggio indiretto, dice ancora Borghi, “sara’ la crescita dal punto di vista manageriale e imprenditoriale a cui i beneficiari dei contributi saranno inevitabilmente chiamati”.

Concorda Marco Morganti, amministratore delegato di Banca Prossima: “Sperimentiamo a Reggio Emilia con la fondazione Manodori un modello che dimostra come fare del sociale e farlo in modo efficiente e manageriale e’ possibile. Inoltre ci rivolgiamo anche a quei piccoli soggetti che si trovano ai margini, ma non per questo hanno progetti meno concreti o sono meno ‘bancabili”. Insomma, “un bel progetto che per la prima volta mette in rete due finanze che guardano al sociale, ma raramente parlano tra loro”, chiude Morganti.