Spese pazze in Regione, il pm chiede la condanna per Filippi

L'ex consigliere regionale ha scelto il rito abbreviato. L'accusa domanda una pena di 2 anni per peculato

REGGIO EMILIA – Condanna per quattro ex consiglieri regionali del centrodestra tra cui il reggiano Fabio Filippi: l’ha chieste il pubblico ministero Antonella Scandellari al giudice dell’udienza preliminare Domenico Panza stamane in tribunale a Bologna, nell’ambito del processo per i rimborsi istituzionali detto “Spese pazze”. Al termine della sua requisitoria, la rappresentante dell’accusa ha chiesto 2 anni per Filippi, 2 anni e 4 meso per Andrea Leoni, un anno e 6 mesi per Ubaldo Salomoni e Mauro Malaguti.

I quattro avevano chiesto il rito abbreviato, ed erano accusati di peculato insieme ad altri 13  ex consiglieri regionali emiliano-romagnoli di Forza Italia, Alleanza nazionale e Pdl, per cifre che oscillano tra i 26mila e i 120mila euro a testa. Alcuni i fatti contestati riguardano rimborsi percepiti tra il 2010 e il 2011, per altri la legislatura precedente.

Dopo la requisitoria hanno parlato alcuni difensori, che proseguiranno le loro arringhe nella prossima udienza, quando è attesa la decisione del Gup sulle 17 posizioni. Tra chi ha scelto il rito ordinario, anche il capogruppo Fi, Galeazzo Bignami, tuttora in carica con Enrico Aimi.