Sicurezza, i cittadini si organizzano in val d’Enza

Partecipata assemblea ieri sera nella sala civica di Cavriago. Il comandante della Municipale della Val d’Enza: “Dopo l’esperienza molto positiva con ‘Montecchio Sicura’, proponiamo il controllo di vicinato in tutti i comuni dell’Unione”

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CAVRIAGO (Reggio Emilia) – “Mi auguro che anche a Cavriago possa nascere un gruppo organizzato come quello di Montecchio”. Con queste parole il sindaco Paolo Burani ha concluso l’assemblea pubblica che si è svolta lunedì sera in sala civica. Un’assemblea che ha visto una grande partecipazione della cittadinanza.

“Il problema della sicurezza è molto sentito anche qui da noi – ha detto il primo cittadino – e ognuno deve fare la sua parte. Lo Stato deve intervenire a livello legislativo (a tal proposito come amministratori della val d’Enza ci siamo rivolti al governo e al Parlamento per chiedere certezza della pena), a livello locale come unione val d’Enza abbiamo stanziato 100mila euro per l’assunzione di nuovi agenti di polizia municipale e un anno fa abbiamo installato diverse telecamere intelligenti nei principali varchi di accesso al nostro territorio. Abbiamo cercato di fare quello che potevamo considerando le risorse e ciò che è di nostra competenza in tema di sicurezza. Ora chiediamo una partecipazione dei cittadini attraverso il controllo di vicinato, occorre infatti tornare a essere le comunità di un tempo”.

La parola è passata a Cristina Caggiati, comandante della polizia municipale della Val d’Enza, che ha sottolineato l’importanza delle telecamere intelligenti, “permettono di registrare targhe, auto potenzialmente rubate e non assicurate, dati che vengono poi trasmessi alla questura”. Ha annunciato che, sempre in un’ottica di maggior collaborazione e vicinanza alla cittadinanza, “abbiamo attivato questa settimana un profilo twitter che si va ad aggiungere a quello facebook”.

Poi ha spiegato nei dettagli la proposta che sarà fatta nei vari comuni del distretto: “Dopo l’esperienza molto positiva con il gruppo ‘Montecchio Sicura’ che riteniamo abbia inciso sul calo dei furti nelle abitazioni nel comune capodistretto – ha detto -, abbiamo pensato di proporre il controllo di vicinato a tutti i comuni della Val d’Enza”. Ha spiegato che cosa prevede il protocollo per il controllo di vicinato: “È uno strumento di prevenzione contro la criminalità e il disordine urbano, presuppone la partecipazione dei cittadini attraverso una maggiore cooperazione con le forze dell’ordine e la polizia municipale. Una comunità solidale costituisce una barriera forte”.

Presenti all’incontro anche i rappresentanti di Montecchio Sicura che hanno raccontato la loro esperienza e si sono detti disponibili a fornire informazioni per avviare un’esperienza analoga a Cavriago e negli altri comuni. “Ad oggi siamo in circa 600 cittadini. Ci teniamo informati attraverso whatsapp se vediamo un’auto sospetta, movimenti strani dai vicini di casa, persone con atteggiamenti poco chiari. Un coordinatore ha il compito di segnalare le informazioni rilevanti alle forze dell’ordine”. “Non sono ronde, si chiede solo di fare maggiore attenzione a ciò che accade nella vita quotidiana, nel quartiere in cui si abita”, puntualizza Cristina Caggiati. “Se si riuscirà a dar vita a questo progetto negli otto comuni, saranno affissi dei cartelli nei vari quartieri con indicato che quella è una zona in cui si svolge il controllo di vicinato”.

Infine è intervenuto il comandante della stazione dei carabinieri maresciallo Vincenzo Restivo che ha fornito alcuni consigli pratici contro i furti nelle proprie case: “È sempre meglio segnalare, è meglio un falso allarme che l’assenza di segnalazione. Anche solo un piccolo indizio può essere fondamentale in fase d’indagine. Consiglio poi di attivare degli allarmi nelle vostre abitazioni collegati al 112, di non postare sui social network foto o informazioni che dimostrano la vostra assenza da casa, ad esempio se siete in vacanza o al mare. Se siete via, chiedete a un vicino o a una persona di fiducia di svuotare la buchetta delle lettere e lasciate una luce accesa, in questo modo non fornirete dettagli utili ai malintenzionati”.

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